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Figlio come estensione narcisistica

Non sempre l'atteggiamento del genitore mira ad amare, accogliere ed accettare il figlio per quello che è realmente, per le sue capacità e per i suoi punti di debolezza. Spesso l'atteggiamento genitoriale è volto ad ammirare il proprio figlio esclusivamente in virtù delle proprie gratificazioni narcisistiche. Quando il genitore è incapace di vedere il proprio figlio per quello che è, lo considera come strumento per realizzare le proprie aspettative di vita deluse. Il percorso evolutivo del figlio viene segnato da un bisogno smodato di raggiungere un traguardo sempre più elevato, al fine di saziare la figura genitoriale.


Il figlio è trattato come un'estensione narcisistica genitoriale ed è amato sotto ipoteca; amato o rifiutato per quello che fa e come lo fa, per la performance. Un figlio ha il bisogno di essere costantemente amato dal proprio genitore, in virtù del proprio vero essere. Attraverso un amore sotto ipoteca, altalenante, incostante, il figlio vive con il timore di perdere l'amore del genitore, qualora non riesca a raggiungere il traguardo del momento. Perciò è condannato a inseguire una performance sempre più perfetta a discapito delle proprie attitudini, arrivando a mettere da parte i propri bisogni, scopi e talenti, convinto che sarà rifiutato e non apprezzato qualora lo faccia. Sarà l'adulto che ha smarrito il senso del proprio Sé e si percepirà soltanto in funzione dell'ovazione del pubblico e non dalla gratificazione per l'espressione del proprio essere, vero ed autentico.



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