Inverno e tristezza: perché il cambio di stagione può influenzare il nostro umore
Tra luce naturale, emozioni e bisogno di ritrovare il proprio equilibrio.
Ti è mai capitato di sentirti più malinconico, stanco o meno motivato con l'arrivo delle giornate più corte?
Magari ti accorgi di avere meno energia, di desiderare maggiormente la tranquillità della casa oppure di sentire il bisogno di trascorrere più tempo da solo.
Mi incuriosisce molto il rapporto tra i cambiamenti dell'ambiente e il nostro mondo emotivo. Spesso pensiamo alle emozioni come a qualcosa che nasce esclusivamente dentro di noi, dimenticando quanto il corpo, le abitudini, le relazioni e il contesto nel quale viviamo possano influenzare il nostro benessere psicologico.
L'arrivo dell'inverno rappresenta un esempio interessante di questa relazione.
Perché in inverno possiamo sentirci più tristi?
ou prefer?
Con il passaggio dall'autunno all'inverno diminuiscono le ore di luce naturale, cambiano le temperature e spesso si modificano anche i ritmi della nostra quotidianità.
Per alcune persone questi cambiamenti possono accompagnarsi a una maggiore stanchezza, a una riduzione della motivazione o a una sensazione di malinconia.
La luce naturale contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani, cioè quei processi biologici che influenzano il ciclo sonno-veglia e diverse funzioni dell'organismo.
Quando l'esposizione alla luce diminuisce, alcune persone possono sperimentare cambiamenti nel sonno, nell'energia e nell'umore.
Naturalmente, non tutti reagiamo allo stesso modo.
C'è chi ama l'inverno e trova nelle giornate più tranquille una sensazione di benessere. Altri, invece, possono vivere questo periodo con maggiore difficoltà.
Credo sia importante riconoscere queste differenze, senza considerare automaticamente problematico ciò che proviamo.
Tristezza invernale e depressione stagionale: qual è la differenza?
Sentirsi occasionalmente più malinconici durante l'inverno non significa necessariamente soffrire di depressione.
La tristezza è un'emozione naturale, che può accompagnare momenti di cambiamento, stanchezza, solitudine o nostalgia.
Diverso è il caso del disturbo depressivo maggiore con andamento stagionale, nel quale episodi depressivi clinicamente significativi si presentano secondo un andamento ricorrente legato a determinati periodi dell'anno.
In questi casi possono manifestarsi umore depresso persistente, perdita di interesse, alterazioni del sonno e dell'appetito, difficoltà di concentrazione e riduzione dell'energia, con conseguenze sulla vita quotidiana.
Non basta, quindi, sentirsi più tristi durante le giornate fredde per parlare di depressione stagionale.
Quando la sofferenza diventa intensa, persistente o interferisce con le attività e le relazioni, può essere importante rivolgersi a un professionista per una valutazione.
Il significato psicologico dell'inverno: quando rallentare ci mette in contatto con noi stessi
Accanto agli aspetti biologici, credo sia interessante considerare anche la dimensione psicologica.
Durante i mesi invernali possiamo trascorrere più tempo in casa, ridurre alcune attività all'aperto e modificare le occasioni di incontro con gli altri.
A volte, quando la quotidianità rallenta, possiamo ritrovarci maggiormente a contatto con pensieri ed emozioni che, durante periodi più intensi, tendiamo a lasciare sullo sfondo.
Una sensazione di solitudine, il ricordo di una persona, una preoccupazione o un bisogno di vicinanza possono diventare più presenti.
Questo non significa che l'inverno faccia necessariamente emergere difficoltà nascoste. Significa riconoscere che il nostro stato emotivo è influenzato anche dal modo in cui viviamo il tempo, gli spazi e le relazioni.
Per alcune persone, la riduzione degli stimoli esterni può rappresentare un'occasione di riposo e introspezione. Per altre, può rendere più difficile gestire emozioni già presenti.
Mi piace pensare che comprendere queste differenze possa aiutarci a conoscere meglio il nostro modo di reagire ai cambiamenti.
Inverno, solitudine e bisogno di relazione
Un altro aspetto che considero importante riguarda il bisogno di relazione.
Durante l'inverno, soprattutto quando diminuiscono le occasioni di uscire, alcune persone possono sperimentare una maggiore sensazione di isolamento.
Ma essere soli e sentirsi soli non sono necessariamente la stessa cosa.
Possiamo apprezzare momenti di solitudine, viverli come occasioni di riposo e ritrovare piacere nello stare con noi stessi.
Allo stesso tempo, possiamo sentirci soli anche quando siamo circondati da altre persone, soprattutto se avvertiamo la mancanza di relazioni nelle quali sentirci compresi e accolti.
Il bisogno di vicinanza non riguarda soltanto la presenza fisica degli altri, ma anche la qualità dei legami che riusciamo a costruire.
In questo senso, il cambiamento delle abitudini stagionali può diventare un'occasione per interrogarci sul rapporto tra autonomia, solitudine e appartenenza.
Come prendersi cura del proprio benessere psicologico durante l'inverno
Credo che prendersi cura di sé significhi anche imparare a riconoscere i propri bisogni, senza pretendere di mantenere sempre gli stessi ritmi e livelli di energia.
Può essere utile cercare di conservare una certa regolarità nel sonno, esporsi alla luce naturale durante il giorno, mantenere un'attività fisica adeguata e continuare a coltivare le relazioni importanti.
Anche concedersi momenti di riposo può avere un valore, soprattutto quando nasce da un bisogno autentico e non diventa una modalità costante di evitamento.
Dal punto di vista psicologico, possiamo provare a domandarci:
Che cosa cambia nel mio umore durante questa stagione?
Di che cosa sento maggiormente il bisogno?
Sto cercando tranquillità oppure mi sto allontanando da situazioni che mi fanno stare bene?
Queste domande possono aiutarci a distinguere il desiderio di raccoglimento dalla tendenza a isolarci.
Quando invece compaiono sintomi depressivi significativi, è importante non affidarsi soltanto a piccoli cambiamenti delle abitudini: una valutazione professionale può aiutare a individuare gli interventi più appropriati.
Accogliere i cambiamenti senza giudicare ciò che proviamo
Mi piace pensare che il benessere psicologico non consista nel sentirsi sempre energici, motivati o felici.
Anche la tristezza, la malinconia e il bisogno di rallentare fanno parte dell'esperienza umana.
La questione, forse, non è eliminare ogni emozione spiacevole, ma imparare a comprenderne il significato, riconoscendo quando rappresenta una risposta naturale e quando, invece, segnala una sofferenza che merita maggiore attenzione.
Perché prendersi cura di sé non significa combattere continuamente ciò che sentiamo, ma imparare ad ascoltarlo e comprenderlo.
E tu, hai mai notato se il cambiamento delle stagioni influenza il tuo stato d'animo?
Dott. Eugenio Uggenti – Psicologo e Psicoterapeuta
Ricevo nel mio studio a Carovigno, in provincia di Brindisi