Piacere, sono Eugenio
Sono Eugenio Uggenti, Psicologo e Psicoterapeuta.
Al di là del mio lavoro, amo le cose semplici: ascoltare musica, seguire il calcio, allenarmi e camminare nella natura.
Poi c'è una passione che negli anni è diventata anche la mia professione: la psicologia.
A spingermi a studiarla è stata soprattutto la curiosità verso la persona.
Mi ha sempre affascinato il fatto che due persone possano vivere la stessa situazione in modi completamente differenti.
Perché ognuno di noi arriva nel presente portando con sé una storia, delle relazioni e un mondo interno fatto di emozioni, pensieri, desideri e paure.
Ed è proprio questa unicità che continua ad appassionarmi nel mio lavoro.
Il mio percorso
Dopo la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e la laurea magistrale in Metodologia dell'Intervento Psicologico, ho proseguito la mia formazione specializzandomi in Psicoterapia ad orientamento psicodinamico.
È stato un percorso che non ha riguardato soltanto lo studio della teoria. La formazione dello psicoterapeuta passa inevitabilmente anche attraverso la possibilità di conoscere se stesso.
Per questo il mio training ha compreso analisi personale individuale e di gruppo, supervisione, formazione esperienziale e attività clinica.
Nel tempo ho avuto modo di formarmi e lavorare in diversi contesti sanitari e sociosanitari: Centri di Salute Mentale, consultori, servizi nell'ambito delle dipendenze e strutture residenziali.
Continuare a formarsi
Non ho mai considerato la formazione qualcosa da concludere una volta ottenuto un titolo.
La psicoterapia psicodinamica rimane la base del mio modo di lavorare, ma nel tempo ho approfondito contributi e strumenti provenienti da EMDR, Schema Therapy, Mindfulness, DBT, ACT, CFT ed EFT.
Ho inoltre proseguito la formazione post-laurea attraverso Master e percorsi negli ambiti della Psicologia del lavoro e delle risorse umane, delle dipendenze patologiche e del Management sanitario.
Continuare a formarmi, per me, non significa collezionare tecniche.
Significa avere più strumenti per comprendere la persona che incontro senza perdere di vista la sua unicità.
La persona prima delle difficoltà
Una persona non è la propria ansia.
Non è la propria depressione.
Non è una diagnosi.
La difficoltà racconta qualcosa, ma non racconta tutto.
Per questo cerco di incontrare prima di tutto la persona che c'è dietro quella difficoltà: la sua storia, il modo in cui ha imparato a stare nelle relazioni, ciò che teme, ciò di cui ha bisogno e le risorse che magari in quel momento fa fatica a riconoscere.