Passione, autenticità e fiducia: ciò che cerco di portare nella vita e nel mio lavoro di psicoterapeuta
Se dovessi scegliere tre parole per raccontare ciò che considero importante nella mia vita, probabilmente sceglierei passione, autenticità e fiducia.
Tre parole semplici, che possono sembrare persino scontate.
Eppure, per me, racchiudono un modo di essere, di vivere le relazioni e di affrontare le esperienze quotidiane.
La passione, perché mi piace coinvolgermi nelle cose in cui credo, coltivare interessi e dedicare energie a ciò che considero significativo.
L'autenticità, perché apprezzo la sincerità, il confronto diretto e le relazioni nelle quali possiamo sentirci liberi di essere noi stessi.
La fiducia, perché credo profondamente nelle persone, nella possibilità di conoscersi e nelle risorse che ciascuno può sviluppare, anche quando attraversa momenti difficili.
Non considero questi valori delle qualità che possiedo perfettamente e in ogni circostanza.
Sono piuttosto principi ai quali cerco di orientarmi.
Perché anche ciò che consideriamo importante può diventare difficile da esprimere quando siamo stanchi, preoccupati, delusi oppure emotivamente coinvolti.
Ma credo che conoscere i propri valori significhi proprio questo: avere dei riferimenti ai quali poter tornare, anche quando non riusciamo a comportarci esattamente come vorremmo.
Sono valori che accompagnano il mio modo di vivere e che ritrovo, con le necessarie differenze e responsabilità professionali, anche nel mio lavoro di psicologo e psicoterapeuta.
La passione: ciò che mi spinge a conoscere, costruire e mettermi in gioco
Mi considero una persona appassionata.
Quando qualcosa suscita il mio interesse, mi piace approfondirla, comprenderla e dedicarle tempo.
Non amo vivere le esperienze in maniera completamente distaccata. Preferisco sentirmi coinvolto, avere progetti e coltivare quella curiosità che rende la quotidianità più ricca.
La psicologia rappresenta certamente una delle mie passioni più importanti.
Mi affascina la complessità dell'essere umano, il modo in cui le esperienze influenzano la personalità e la possibilità di comprendere ciò che si nasconde dietro comportamenti che, a prima vista, possono sembrare difficili da spiegare.
Ma la passione non riguarda soltanto il lavoro.
Mi piace anche dedicare tempo ai miei interessi personali: la musica, il calcio, l'attività fisica, le passeggiate nella natura.
Sono esperienze differenti, ma hanno qualcosa in comune.
Mi permettono di vivere dimensioni diverse di me stesso.
A volte abbiamo la tendenza a identificarci quasi esclusivamente con il nostro ruolo professionale, con le responsabilità o con gli obiettivi che desideriamo raggiungere.
Io credo, invece, che sia importante continuare a coltivare interessi che non abbiano necessariamente uno scopo produttivo.
Possiamo fare qualcosa semplicemente perché ci piace.
Perché ci incuriosisce.
Perché ci permette di condividere un momento con qualcuno.
Oppure perché ci fa sentire bene.
La passione, per me, è anche questo: non perdere il piacere di vivere le esperienze, senza trasformare ogni attività in un dovere.
Quando la passione ha bisogno di equilibrio
Essere appassionati, naturalmente, non significa che tutto sia sempre semplice.
Quando teniamo molto a qualcosa, possiamo investire energie considerevoli.
Possiamo desiderare di fare bene, raggiungere risultati e migliorare continuamente.
Ma proprio questo coinvolgimento può portarci, in alcune situazioni, a essere eccessivamente esigenti con noi stessi.
A volte possiamo dimenticare il bisogno di riposo.
Oppure vivere una difficoltà come una delusione particolarmente intensa.
Credo che anche la passione abbia bisogno di consapevolezza.
Non tutto deve essere affrontato con la stessa intensità.
Non tutti gli obiettivi possono essere raggiunti immediatamente.
E non sempre impegnarsi di più rappresenta la risposta migliore.
A volte è importante fermarsi, osservare ciò che stiamo vivendo e comprendere se il modo in cui stiamo perseguendo qualcosa sia ancora coerente con i nostri bisogni.
Questo equilibrio mi interessa particolarmente anche dal punto di vista psicologico.
Perché una qualità può diventare una difficoltà quando viene espressa in maniera troppo rigida.
La determinazione può trasformarsi in ostinazione.
La precisione può diventare perfezionismo.
La disponibilità verso gli altri può portarci a trascurare noi stessi.
Non penso che la soluzione sia rinunciare a queste caratteristiche.
Credo che sia più utile imparare a viverle con maggiore flessibilità.
La passione, per me, non significa fare sempre di più, ma continuare a riconoscere ciò che dà significato alle nostre esperienze.
L'autenticità: il valore di essere sé stessi
Un'altra dimensione che considero fondamentale è l'autenticità.
Mi piacciono le persone sincere, quelle con le quali possiamo parlare apertamente, confrontarci e riconoscere anche le differenze.
Non sento il bisogno di essere sempre d'accordo con qualcuno per apprezzarlo.
Anzi, credo che un confronto rispettoso possa arricchire una relazione.
Essere autentici, però, non significa dire qualsiasi cosa senza considerare le conseguenze.
Non significa neppure esprimere immediatamente ogni emozione o comportarsi sempre nello stesso modo.
Per me l'autenticità riguarda soprattutto la possibilità di riconoscere ciò che pensiamo, proviamo e desideriamo, cercando di esprimerlo in maniera coerente con i nostri valori.
Possiamo essere sinceri senza diventare aggressivi.
Possiamo essere affettuosi senza rinunciare ai nostri confini.
Possiamo mostrare sicurezza in alcune situazioni e riconoscere le nostre fragilità in altre.
Non credo che dobbiamo costruire un'immagine perfetta di noi stessi.
Preferisco pensare che possiamo imparare a conoscerci meglio e ad accettare la complessità della nostra personalità.
È una prospettiva che considero importante sia nella vita personale sia nella psicoterapia.
Perché a volte la sofferenza nasce anche dalla distanza tra ciò che siamo, ciò che sentiamo di dover essere e ciò che pensiamo gli altri si aspettino da noi.
Essere autentici non significa essere sempre uguali
Una delle idee che mi piace mettere in discussione è quella secondo cui una persona autentica dovrebbe comportarsi sempre nello stesso modo.
In realtà, possiamo esprimere aspetti differenti della nostra personalità a seconda delle situazioni.
Possiamo essere spontanei con gli amici e più riflessivi durante un confronto delicato.
Possiamo essere affettuosi nelle relazioni personali e mantenere confini professionali chiari nel lavoro.
Possiamo essere ottimisti e attraversare momenti di scoraggiamento.
Possiamo amare il confronto diretto e riconoscere che, in alcune circostanze, sia necessario ascoltare prima di parlare.
Non considero queste differenze una mancanza di autenticità.
Possono rappresentare la capacità di adattarsi alle situazioni senza perdere il contatto con i propri valori.
Dal punto di vista psicologico, questo richiama il concetto di flessibilità.
Essere flessibili non significa rinunciare alla propria identità.
Significa poter esprimere le proprie caratteristiche in modi differenti, tenendo conto del contesto e delle persone con le quali ci relazioniamo.
Personalmente considero questa capacità particolarmente importante.
Mi piace essere diretto, ma non voglio che la sincerità diventi durezza.
Mi piace essere affettuoso, ma credo nel valore dell'autonomia.
Mi piace scherzare, ma riconosco l'importanza dei momenti nei quali è necessario lasciare spazio alla serietà.
Essere sé stessi, per me, significa anche avere la libertà di esprimere le diverse parti della propria personalità, senza rimanere prigionieri di un'unica immagine.
La fiducia: perché continuo a credere nelle persone
Se c'è un valore che sento profondamente legato alla mia passione per la psicologia, è la fiducia nelle persone.
Mi piace pensare che ciascuno possieda una storia, una complessità e delle risorse che meritano di essere conosciute.
A volte, però, attraversiamo periodi nei quali diventa difficile riconoscere il nostro valore.
Possiamo sentirci insicuri.
Convincerci di non essere abbastanza capaci.
Oppure iniziare a considerare le nostre difficoltà come caratteristiche definitive.
Credo che uno degli aspetti più importanti della crescita personale sia imparare a distinguere ciò che stiamo vivendo da ciò che siamo.
Una persona che attraversa un periodo di ansia non coincide completamente con la propria ansia.
Chi vive una difficoltà relazionale non è necessariamente destinato a ripeterla per sempre.
Chi ha commesso un errore non può essere definito esclusivamente da quell'errore.
Naturalmente, non penso che basti avere fiducia per modificare una situazione.
Il cambiamento può richiedere tempo, sostegno, condizioni favorevoli e un lavoro personale significativo.
Esistono difficoltà che non possono essere completamente eliminate e circostanze che non dipendono dalla nostra volontà.
Ma credo che sia importante non perdere di vista la possibilità di comprendere, adattarsi e sviluppare risorse.
Per me la fiducia non è una promessa che tutto andrà bene.
È la disponibilità a riconoscere che una persona può essere qualcosa di più delle difficoltà che sta attraversando.
Il valore dell'affetto e delle relazioni autentiche
Sono una persona calorosa e affettuosa.
Mi piace mostrare vicinanza, condividere esperienze e costruire relazioni nelle quali ci siano sincerità, rispetto e partecipazione.
Credo che i rapporti umani rappresentino una dimensione fondamentale della nostra vita.
Le relazioni possono offrirci sostegno, riconoscimento e occasioni di crescita.
Ma possono anche attivare paure, insicurezze e conflitti.
A volte desideriamo sentirci vicini agli altri e contemporaneamente temiamo di dipendere troppo da loro.
Altre volte abbiamo bisogno di autonomia, ma viviamo con difficoltà la distanza.
Possiamo desiderare relazioni sincere e faticare a esprimere ciò che proviamo.
Trovo affascinante questa complessità.
Mi interessa comprendere come le persone costruiscano i propri legami, quali bisogni cerchino di soddisfare e quali esperienze influenzino il loro modo di vivere la vicinanza.
Personalmente credo che una relazione autentica debba lasciare spazio sia all'affetto sia alla libertà personale.
Non dobbiamo necessariamente essere sempre d'accordo.
Non dobbiamo condividere ogni interesse.
E non dobbiamo rinunciare alla nostra individualità per sentirci vicini.
Per me una relazione diventa particolarmente significativa quando possiamo essere sinceri, rispettare le differenze e continuare a riconoscere il valore dell'altro.
L'importanza di guardarsi dentro
Tra i valori che cerco di coltivare c'è anche la disponibilità a mettermi in discussione.
Mi piace riflettere su ciò che vivo, soprattutto quando una situazione suscita emozioni intense oppure quando mi accorgo di aver reagito in un modo che non mi soddisfa.
Non considero l'introspezione un esercizio attraverso il quale cercare continuamente i propri difetti.
Credo che serva soprattutto a comprendere.
Perché una determinata situazione mi ha ferito?
Che cosa stavo cercando di ottenere attraverso quel comportamento?
Quale bisogno non sono riuscito a esprimere?
C'è qualcosa che faccio fatica ad accettare di me?
Sono domande che possono aiutarci a sviluppare una maggiore consapevolezza.
Naturalmente, non sempre è piacevole guardarsi dentro.
Possiamo scoprire aspetti che non corrispondono all'immagine che desideriamo avere di noi.
Possiamo riconoscere errori, paure o contraddizioni.
Ma penso che la capacità di affrontare queste consapevolezze rappresenti una risorsa importante.
Perché non possiamo modificare facilmente ciò che continuiamo a negare o a non riconoscere.
Allo stesso tempo, credo che l'introspezione debba essere accompagnata da una certa comprensione verso sé stessi.
Possiamo assumerci la responsabilità dei nostri comportamenti senza trasformare ogni errore in una condanna personale.
Possiamo riconoscere una fragilità senza considerarla un fallimento.
E possiamo desiderare di migliorare senza convincerci che, così come siamo, non abbiamo alcun valore.
L'ottimismo come fiducia nella possibilità di costruire
Mi considero una persona ottimista.
Mi piace guardare avanti, immaginare possibilità e affrontare le esperienze con entusiasmo.
Ma non credo nell'obbligo di pensare sempre positivo.
Ci sono momenti nei quali la vita ci mette davanti a situazioni dolorose, delusioni e difficoltà che non possono essere risolte con una semplice frase incoraggiante.
In questi momenti è importante riconoscere ciò che proviamo.
Possiamo essere tristi, arrabbiati o scoraggiati.
Possiamo avere bisogno di fermarci.
Possiamo chiedere aiuto.
Per me l'ottimismo non significa evitare queste esperienze.
Significa mantenere, quando possibile, una prospettiva aperta sul futuro.
A volte possiamo modificare una situazione.
Altre volte dobbiamo imparare ad accettare ciò che non dipende da noi.
In entrambi i casi, credo che sia importante cercare di comprendere quali possibilità abbiamo ancora a disposizione.
Questo atteggiamento accompagna anche il mio modo di lavorare.
Non voglio convincere le persone che tutto andrà necessariamente bene.
Preferisco aiutarle a riconoscere ciò che stanno vivendo e a individuare, quando possibile, modalità differenti di affrontarlo.
L'ottimismo, per me, non consiste nel negare la realtà, ma nel cercare di non perdere la fiducia nelle possibilità anche quando la realtà è difficile.
Il sorriso e la leggerezza come parte della vita
C'è un'altra caratteristica che considero importante: la capacità di sorridere.
Mi piace scherzare, condividere momenti piacevoli e vivere con spontaneità.
Non penso che essere persone profonde significhi essere sempre seri.
Possiamo affrontare questioni importanti, riflettere sulle nostre difficoltà e mantenere uno spazio per l'ironia.
Anzi, credo che questa capacità possa aiutarci a vivere con maggiore flessibilità.
A volte siamo così concentrati sulle responsabilità, sugli obiettivi e sulle preoccupazioni da dimenticare il piacere delle piccole esperienze quotidiane.
Una conversazione piacevole.
Una passeggiata.
Una canzone che ci piace.
Una battuta condivisa.
Un momento nel quale possiamo semplicemente rilassarci.
Non sono esperienze che cancellano le difficoltà.
Ma possono contribuire a rendere la nostra vita più ricca e meno dominata esclusivamente dalle preoccupazioni.
Naturalmente, la leggerezza non deve diventare un modo per evitare le emozioni.
Ci sono momenti nei quali è importante fermarsi e riconoscere la sofferenza.
Ma credo che possiamo coltivare entrambe le dimensioni.
La profondità e la spontaneità.
La riflessione e il sorriso.
La responsabilità e il piacere di vivere.
È un equilibrio che sento profondamente vicino al mio carattere.
Come questi valori entrano nel mio lavoro di psicoterapeuta
Quando penso al mio modo di fare psicoterapia, ritrovo molti dei valori che cerco di coltivare nella vita.
La passione mi spinge a continuare a studiare, approfondire e interrogarmi sulla complessità dell'essere umano.
L'autenticità mi porta a considerare importante una relazione terapeutica fondata su chiarezza, rispetto e sensibilità.
La fiducia mi aiuta a mantenere uno sguardo aperto sulle risorse e sulle possibilità della persona.
Naturalmente, il lavoro psicoterapeutico richiede competenze, responsabilità e confini professionali specifici.
Non si tratta di trasferire semplicemente il proprio carattere nella relazione clinica.
Significa piuttosto cercare di integrare qualità personali e competenze professionali, mantenendo sempre al centro i bisogni della persona.
Il mio orientamento psicodinamico mi porta a esplorare il significato delle esperienze, i conflitti emotivi, le modalità relazionali e i processi che possono influenzare il funzionamento psicologico.
Allo stesso tempo, attraverso un approccio integrato, considero importante utilizzare, quando appropriati, strumenti provenienti da differenti orientamenti, tra cui DBT, ACT, mindfulness, Schema Therapy ed EFT.
Ma ciò che considero fondamentale è che ogni intervento nasca dalla comprensione della persona.
Non voglio che la tecnica diventi più importante della relazione.
Non penso che esista un percorso identico per tutti.
E non considero la psicoterapia un processo attraverso il quale trasformare qualcuno in una persona completamente diversa.
Mi interessa accompagnare chi ho davanti a comprendere meglio sé stesso, riconoscere i propri bisogni e sviluppare modalità più consapevoli e flessibili di vivere.
Non cerco persone perfette, ma persone autentiche
Una delle convinzioni che sento più vicine al mio modo di essere è che non dobbiamo diventare perfetti per avere valore.
Possiamo essere persone sensibili e attraversare momenti di rabbia.
Possiamo essere determinate e sentirci insicure.
Possiamo desiderare relazioni profonde e avere paura della vicinanza.
Possiamo essere ottimisti e vivere periodi di scoraggiamento.
Non considero queste contraddizioni necessariamente un segno di debolezza.
Fanno parte della complessità dell'esperienza umana.
Il problema può emergere quando diventiamo così rigidi da non riuscire a riconoscere e integrare aspetti differenti di noi stessi.
Quando pensiamo di dover essere sempre forti.
Sempre disponibili.
Sempre competenti.
Sempre sereni.
Oppure quando consideriamo una singola difficoltà come la prova definitiva di non valere abbastanza.
Credo che la crescita personale consista anche nell'imparare a vivere con maggiore libertà la propria complessità.
Possiamo riconoscere le fragilità senza identificarci completamente con esse.
Possiamo valorizzare le qualità senza pretendere di non avere limiti.
E possiamo cercare di migliorare senza trasformare il cambiamento in una continua lotta contro noi stessi.
Ciò che desidero continuare a coltivare
Se guardo ai valori che considero importanti, mi accorgo che non rappresentano un punto di arrivo.
Sono qualcosa che desidero continuare a coltivare.
Voglio mantenere viva la curiosità verso le persone e verso ciò che ancora posso imparare.
Voglio continuare a dedicarmi con passione al mio lavoro, senza dimenticare l'importanza degli interessi personali, delle relazioni e dei momenti di leggerezza.
Voglio conservare la sincerità che sento parte del mio carattere, cercando sempre di accompagnarla con sensibilità e rispetto.
Voglio continuare a mettermi in discussione, riconoscendo che comprendere sé stessi è un processo che non termina mai completamente.
E soprattutto voglio mantenere quella fiducia nelle persone che considero una delle ragioni più profonde della mia passione per la psicologia.
Non perché creda che tutto sia possibile.
Ma perché penso che sia importante non smettere di cercare ciò che può essere compreso, sviluppato o trasformato.
Prima di tutto, essere una persona
In fondo, credo che il modo in cui viviamo e quello in cui lavoriamo non siano due mondi completamente separati.
Naturalmente, ogni contesto richiede comportamenti, responsabilità e confini differenti.
Ma i valori nei quali crediamo possono rappresentare un filo conduttore.
Per me questo filo è fatto di passione, autenticità, affetto, sincerità, curiosità e fiducia.
Mi piace la profondità, ma anche la leggerezza.
Mi piace ascoltare, ma anche confrontarmi.
Mi piace comprendere le difficoltà, ma anche riconoscere le risorse.
Mi piace guardare al passato per dare significato al presente, senza perdere la curiosità verso il futuro.
Sono caratteristiche che cerco di portare nella mia vita e, con la responsabilità che il ruolo richiede, anche nella mia professione.
Non penso di avere tutte le risposte.
Continuo a considerare importante imparare, riflettere e mettermi in discussione.
Ma so che desidero continuare a vivere e lavorare con passione, senza perdere l'interesse per le persone e per ciò che le rende uniche.
Perché, prima ancora di essere uno psicoterapeuta, sono una persona che ama conoscere, comprendere, costruire relazioni e credere nelle possibilità dell'essere umano.
E se dovessi riassumere ciò che cerco di portare nella vita e nel mio lavoro, direi questo: la passione di esserci, l'autenticità di essere me stesso e la fiducia che ogni persona meriti di essere conosciuta oltre le proprie difficoltà.
Con entusiasmo, sensibilità, rispetto e, naturalmente, anche con un sorriso.
Dott. Eugenio Uggenti
Psicologo e Psicoterapeuta a Carovigno (Brindisi)
Nel mio studio a Carovigno e attraverso percorsi online, quando appropriati, accompagno le persone nella comprensione delle proprie esperienze emotive e relazionali, attraverso un approccio psicodinamico integrato che valorizza la relazione terapeutica, la consapevolezza di sé e le risorse personali.