Piacere, sono Eugenio: la persona dietro lo psicoterapeuta
Quando ci presentiamo, spesso iniziamo dal nostro nome e da quello che facciamo nella vita. È naturale: il lavoro occupa una parte importante delle nostre giornate e, in qualche modo, contribuisce a raccontare chi siamo.
Io sono Eugenio Uggenti, psicologo e psicoterapeuta a Carovigno, in provincia di Brindisi.
Ma se dovessi raccontarti davvero chi sono, non inizierei soltanto dai miei titoli di studio o dalla mia professione. Ti parlerei del mio carattere, delle cose che mi appassionano, del mio modo di vivere le relazioni e di quella curiosità verso le persone che mi accompagna da sempre.
Perché credo che ciò che siamo come persone influenzi profondamente anche il modo in cui scegliamo di stare nel mondo e di svolgere il nostro lavoro.
Mi piacciono le persone, le relazioni e il calore umano
Sono una persona affettuosa, calorosa e coinvolgente. Mi piace stare con gli altri, condividere esperienze, confrontarmi e costruire relazioni nelle quali ci sia spazio per la spontaneità.
Apprezzo le persone autentiche, quelle con cui si può parlare liberamente, ridere, scherzare, ma anche affrontare conversazioni profonde senza sentirsi giudicati.
Mi piace essere diretto. Preferisco la chiarezza alle parole lasciate a metà, ma credo anche che la sincerità debba sempre accompagnarsi alla sensibilità.
Per me essere diretti non significa essere duri, così come essere affettuosi non significa rinunciare ai propri confini.
Nelle relazioni cerco di trovare proprio questo equilibrio: essere presente, partecipare emotivamente e mostrare ciò che sento, rispettando allo stesso tempo l'individualità e la libertà dell'altra persona.
E poi mi piace sorridere.
Non credo che la profondità richieda necessariamente seriosità. Possiamo riflettere su questioni importanti, affrontare momenti complicati e mantenere comunque la capacità di cogliere qualcosa di piacevole nella vita.
La leggerezza, quando non diventa un modo per evitare le difficoltà, può essere una risorsa preziosa.
Le mie passioni fuori dallo studio
La psicologia occupa uno spazio importante nella mia vita, ma non è l'unica cosa che mi appassiona.
Amo ascoltare musica, seguire il calcio, allenarmi e camminare nella natura.
Sono attività differenti, ma ciascuna, a modo suo, rappresenta qualcosa che mi piace.
La musica accompagna momenti ed emozioni. Lo sport mi permette di dedicare attenzione al corpo, alla costanza e al movimento. Camminare nella natura mi offre la possibilità di ritrovare un ritmo diverso da quello degli impegni quotidiani.
Mi piace l'idea di una vita nella quale ci sia spazio per il lavoro, gli affetti, gli interessi personali e la cura di sé.
Non sempre è facile trovare un equilibrio tra queste dimensioni. Anch'io considero importante continuare a interrogarmi su come impiego il mio tempo, su ciò che desidero e su quello che mi fa stare bene.
Perché conoscere sé stessi non è qualcosa che si conclude una volta per tutte.
È un processo che ci accompagna mentre cambiamo, facciamo esperienze e attraversiamo fasi differenti della vita.
Credo nell'importanza di guardarsi dentro
Uno degli aspetti che considero più importanti, nella vita personale e professionale, è la capacità di riflettere su sé stessi.
Mi interessa comprendere non soltanto quello che accade intorno a noi, ma anche il modo in cui reagiamo a ciò che viviamo.
Perché alcune situazioni ci feriscono particolarmente? Perché certi comportamenti degli altri suscitano emozioni così intense? Perché a volte continuiamo a ripetere scelte che sappiamo non farci stare bene?
Sono domande che mi affascinano.
Credo che guardarsi dentro richieda una certa dose di coraggio, soprattutto quando significa riconoscere aspetti di noi che non ci piacciono.
Possiamo scoprire di essere stati impulsivi, di aver reagito per paura, di aver cercato approvazione o di aver evitato un confronto importante.
In questi momenti possiamo scegliere di giudicarci duramente oppure provare a comprenderci.
Io considero la seconda possibilità molto più utile.
Comprendersi non significa giustificare ogni comportamento o sottrarsi alle proprie responsabilità. Significa riconoscere ciò che è accaduto, assumersene la responsabilità e cercare di capire come agire diversamente.
È un atteggiamento che considero fondamentale anche nel mio lavoro di psicoterapeuta.
L'ottimismo come fiducia nella possibilità di costruire
Mi considero una persona ottimista.
Non perché pensi che tutto debba andare sempre bene, ma perché credo nella possibilità di costruire qualcosa anche quando attraversiamo momenti difficili.
La vita può metterci davanti a situazioni che non abbiamo scelto, cambiamenti che non desideravamo e ostacoli che inizialmente sembrano impossibili da superare.
Non sempre possiamo modificare ciò che accade. Possiamo però provare a comprendere come affrontarlo e quali possibilità rimangono a nostra disposizione.
Per me l'ottimismo non è negare la sofferenza, ma evitare che diventi l'unico elemento attraverso il quale guardiamo noi stessi e il nostro futuro.
Significa riconoscere le difficoltà senza dimenticare le risorse.
Accettare i limiti senza rinunciare ai desideri.
E continuare a investire con passione in ciò che consideriamo importante.
Questa fiducia è una parte significativa del mio carattere e del mio modo di intendere la psicoterapia.
Perché ho scelto la psicologia
La mia passione per la psicologia nasce soprattutto dalla curiosità verso l'essere umano.
Mi ha sempre affascinato il fatto che persone differenti possano vivere la stessa esperienza in modi profondamente diversi.
Una situazione che per qualcuno rappresenta una sfida entusiasmante, per un'altra persona può essere fonte di paura. Una relazione può suscitare sicurezza oppure riattivare il timore di essere abbandonati.
Questo accade perché non viviamo le esperienze come se fossimo pagine bianche.
Portiamo con noi una storia, delle relazioni, dei bisogni, delle aspettative e modi di proteggerci che abbiamo sviluppato nel tempo.
La psicologia mi permette di avvicinarmi a questa complessità.
E ciò che continua ad appassionarmi non è soltanto comprendere le difficoltà, ma anche riconoscere le potenzialità che ogni persona può esprimere.
Credo che nessuno possa essere raccontato interamente attraverso una diagnosi, un sintomo o un periodo complicato della propria vita.
C'è sempre una persona più ampia della difficoltà che sta attraversando.
Il mio modo di essere entra anche nel mio lavoro
Nel mio studio di psicologia e psicoterapia a Carovigno cerco di portare la stessa attenzione che considero importante nelle relazioni umane: ascolto, autenticità, calore e rispetto.
Naturalmente, la relazione terapeutica ha caratteristiche e confini professionali precisi. Non è un'amicizia e non si basa sulla reciprocità tipica delle relazioni personali.
Ma questo non significa che debba essere fredda o distante.
Credo nel valore di una presenza professionale capace di essere partecipe, sensibile e autentica.
Mi piace ascoltare le persone, comprendere il loro mondo interno e accompagnarle a osservare aspetti di sé che possono essere difficili da riconoscere.
Il mio orientamento psicodinamico nasce anche da questa attenzione.
Non mi interessa soltanto capire quale sintomo una persona presenta, ma quale significato possa avere nella sua storia, nelle sue relazioni e nel modo in cui vive sé stessa.
Allo stesso tempo, considero importante utilizzare con flessibilità strumenti provenienti da differenti approcci psicoterapeutici, quando risultano appropriati.
Perché non credo in una psicoterapia identica per tutti.
Credo in un percorso che tenga conto della persona, dei suoi bisogni, delle sue difficoltà e delle sue risorse.
La fiducia nelle potenzialità della persona
C'è una convinzione che accompagna profondamente il mio lavoro: le persone possiedono possibilità che, soprattutto nei momenti difficili, possono faticare a riconoscere.
Quando soffriamo, tendiamo spesso a concentrarci su ciò che non funziona.
Vediamo gli errori, le paure, le insicurezze e tutto quello che pensiamo di non riuscire a cambiare.
A volte arriviamo persino a identificarci completamente con le nostre difficoltà.
Io credo che il lavoro psicoterapeutico possa aiutare ad ampliare questo sguardo.
Non si tratta di convincere qualcuno che può fare qualsiasi cosa, né di proporre un ottimismo superficiale.
Si tratta di comprendere quali risorse siano disponibili, quali capacità possano essere sviluppate e quali modalità di pensare, sentire e agire possano diventare più flessibili.
Mi appassiona accompagnare le persone in questo processo.
Non per indicare loro chi dovrebbero diventare, ma per aiutarle a scoprire con maggiore libertà chi desiderano essere.
Prima di tutto, Eugenio
Se dovessi riassumere il mio modo di essere, sceglierei probabilmente tre parole: passione, autenticità e fiducia.
La passione per ciò che faccio e per le persone che incontro.
L'autenticità di chi cerca di vivere le relazioni con calore, spontaneità e sincerità.
La fiducia nella capacità umana di conoscersi, affrontare le proprie fragilità e costruire nuove possibilità.
Non penso che per crescere dobbiamo diventare perfetti.
Credo, piuttosto, che possiamo imparare a riconoscere ciò che siamo, accogliere le nostre contraddizioni, assumerci la responsabilità delle nostre scelte e continuare a evolvere.
Con impegno, curiosità, ottimismo e, quando possibile, anche con un sorriso.
Questo è qualcosa di me.
Ed è anche una parte importante del modo in cui vivo la psicologia e la psicoterapia.
Dott. Eugenio Uggenti
Psicologo e Psicoterapeuta a Carovigno (Brindisi)
Ricevo in studio a Carovigno e online, quando questa modalità è appropriata alle esigenze della persona.