Psicoterapia psicodinamica: cos’è, come funziona, tecniche e ambiti di applicazione

Comprendere la propria storia, riconoscere ciò che si ripete e sviluppare nuove possibilità di cambiamento.

Ci sono momenti nella vita in cui ci rendiamo conto che qualcosa non funziona più come vorremmo. Possiamo sentirci sopraffatti dall’ansia, vivere relazioni che ci fanno soffrire, sperimentare tristezza, insicurezza oppure ritrovarci a ripetere comportamenti che, razionalmente, sappiamo non essere utili.

A volte comprendiamo perfettamente cosa dovremmo fare per stare meglio, ma questa consapevolezza non basta a cambiare ciò che proviamo.

Possiamo sapere che una determinata situazione non rappresenta un pericolo reale e continuare a sentirci minacciati. Possiamo desiderare relazioni equilibrate e ritrovarci coinvolti in rapporti caratterizzati da dipendenza, paura dell'abbandono o difficoltà nel porre confini. Possiamo riconoscere di essere eccessivamente critici verso noi stessi e, nonostante questo, continuare a sentirci inadeguati.

Perché alcune emozioni, reazioni e modalità relazionali continuano a ripetersi anche quando vorremmo cambiarle?

La psicoterapia psicodinamica parte proprio da questa domanda.

Non si limita a osservare il sintomo o il comportamento che genera sofferenza, ma cerca di comprendere il significato che quell'esperienza assume nella storia e nel funzionamento psicologico della persona.

Il suo obiettivo non è soltanto favorire una riduzione dei sintomi, ma aiutare la persona a sviluppare una maggiore conoscenza di sé, riconoscere i propri bisogni emotivi e costruire modalità più flessibili di affrontare la vita.

1. Che cos'è la psicoterapia psicodinamica?

La psicoterapia psicodinamica è un orientamento psicoterapeutico che studia il rapporto tra emozioni, pensieri, esperienze passate, processi inconsci e relazioni interpersonali.

Si fonda sull'idea che il nostro modo di percepire noi stessi, interpretare ciò che accade e relazionarci con gli altri sia influenzato non soltanto dalle esperienze di cui siamo consapevoli, ma anche da processi psicologici che operano al di fuori della nostra consapevolezza immediata.

Nel corso della vita sviluppiamo rappresentazioni di noi stessi e degli altri, aspettative relazionali, modalità di gestione delle emozioni e strategie per affrontare le difficoltà.

Questi modelli possono essere influenzati dalle prime esperienze affettive, ma continuano a modificarsi attraverso le relazioni e gli avvenimenti successivi.

Alcune modalità di funzionamento risultano sufficientemente flessibili da adattarsi alle diverse situazioni. Altre possono diventare rigide e ripetitive, contribuendo al mantenimento della sofferenza psicologica.

Pensiamo, per esempio, a una persona che abbia imparato molto presto a non esprimere i propri bisogni per paura di essere rifiutata.

Da adulta potrebbe continuare a mettere da parte ciò che desidera, evitare i conflitti e preoccuparsi costantemente di non deludere gli altri.

Questa modalità può essere diventata così abituale da apparire parte del suo carattere.

La psicoterapia psicodinamica permette di esplorare come si sia sviluppata, quale funzione abbia avuto e perché continui a manifestarsi.

Comprendere il significato di un comportamento non significa giustificarlo o mantenerlo, ma creare le condizioni per poterlo modificare.

Qual è l'obiettivo della psicoterapia psicodinamica?

Gli obiettivi possono variare in base alle caratteristiche della persona e alle difficoltà presentate.

In generale, il percorso può favorire una maggiore capacità di riconoscere e comprendere le emozioni, individuare i conflitti interiori, sviluppare una rappresentazione più integrata di sé, migliorare le relazioni e affrontare le situazioni difficili con maggiore flessibilità.

La riduzione dei sintomi rimane un obiettivo clinico importante.

Tuttavia, il lavoro psicodinamico considera anche i processi che possono contribuire alla loro comparsa e al loro mantenimento.

Per esempio, nel trattamento dell'ansia può essere utile lavorare contemporaneamente sui sintomi ansiosi e sulle aspettative di giudizio, sui conflitti legati all'autonomia o sulle difficoltà nel riconoscere determinati bisogni emotivi.

Non significa che ogni sintomo abbia necessariamente un significato inconscio specifico. Significa considerare, attraverso una valutazione clinica, i diversi fattori che possono contribuire alla sofferenza.

2. Le origini della psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica affonda le proprie radici nella psicoanalisi sviluppata da Sigmund Freud tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Freud introdusse una prospettiva innovativa per l'epoca: il comportamento umano non sarebbe determinato esclusivamente da processi razionali e consapevoli, ma anche da desideri, conflitti, emozioni e rappresentazioni inconsce.

Nel corso del Novecento, questa impostazione è stata progressivamente ampliata e trasformata.

La psicoterapia psicodinamica contemporanea comprende infatti numerosi modelli teorici, accomunati dall'attenzione ai processi inconsci, alla vita emotiva, alle relazioni e ai significati soggettivi dell'esperienza.

Sigmund Freud e il conflitto intrapsichico

Freud descrisse la vita psichica come caratterizzata da forze, desideri e istanze che possono entrare in conflitto.

Una persona può, per esempio, desiderare vicinanza affettiva e contemporaneamente temere la dipendenza.

Oppure può provare rabbia verso qualcuno a cui è profondamente legata, sperimentando difficoltà nell'accettare la coesistenza di questi sentimenti.

La prospettiva freudiana ha contribuito a introdurre concetti fondamentali come inconscio, difese psicologiche, conflitto e transfert.

Le formulazioni originarie di Freud appartengono alla storia della disciplina e non devono essere considerate tutte scientificamente confermate nella loro forma iniziale. La psicoterapia psicodinamica contemporanea ha rivisto numerose ipotesi alla luce degli sviluppi clinici e della ricerca.

Anna Freud e i meccanismi di difesa

Anna Freud approfondì lo studio dei meccanismi di difesa, descrivendo le modalità attraverso cui l'individuo cerca di proteggersi da emozioni, pensieri e conflitti vissuti come difficili.

Questa prospettiva ha contribuito a comprendere che comportamenti apparentemente problematici possono avere anche una funzione protettiva.

Melanie Klein e le relazioni oggettuali

Melanie Klein attribuì particolare importanza al mondo interno e alle rappresentazioni delle figure affettivamente significative.

Le sue elaborazioni hanno influenzato lo sviluppo delle teorie delle relazioni oggettuali, secondo cui il funzionamento psicologico è profondamente connesso alle rappresentazioni interiorizzate di sé e degli altri.

Donald Winnicott e l'ambiente relazionale

Donald Winnicott sottolineò l'importanza delle esperienze relazionali nello sviluppo del Sé.

Tra i suoi contributi più conosciuti troviamo i concetti di ambiente sufficientemente buono, holding, vero Sé e falso Sé.

La sua prospettiva evidenzia come la possibilità di sentirsi riconosciuti e accolti possa favorire lo sviluppo di un'esperienza personale più autentica.

John Bowlby e la teoria dell'attaccamento

John Bowlby sviluppò la teoria dell'attaccamento, successivamente approfondita attraverso numerose ricerche.

Secondo questa prospettiva, le esperienze relazionali contribuiscono alla formazione di aspettative riguardanti la disponibilità degli altri e la propria possibilità di ricevere protezione e sostegno.

I modelli di attaccamento non rappresentano destini immutabili, ma possono influenzare il modo in cui affrontiamo vicinanza, separazione, fiducia e vulnerabilità.

Heinz Kohut e la psicologia del Sé

Kohut attribuì particolare importanza ai bisogni di riconoscimento, rispecchiamento e coesione del Sé.

Le sue elaborazioni hanno contribuito alla comprensione delle vulnerabilità narcisistiche e delle difficoltà legate all'autostima.

Otto Kernberg e l'organizzazione della personalità

Kernberg ha approfondito lo studio dell'identità, delle relazioni oggettuali e dei meccanismi difensivi, sviluppando un modello utile alla comprensione di diverse organizzazioni di personalità.

Da questa tradizione deriva anche la Transference-Focused Psychotherapy, un trattamento strutturato rivolto in particolare a specifiche difficoltà di personalità.

Peter Fonagy e la mentalizzazione

Fonagy e collaboratori hanno contribuito allo sviluppo del concetto di mentalizzazione: la capacità di comprendere il comportamento proprio e altrui facendo riferimento a stati mentali, come emozioni, intenzioni, desideri e convinzioni.

Questa capacità è particolarmente importante nella regolazione emotiva e nelle relazioni interpersonali.

La psicoterapia psicodinamica contemporanea

Oggi l'approccio psicodinamico non costituisce un modello unico.

Comprende prospettive classiche, relazionali, intersoggettive, basate sull'attaccamento, sulla mentalizzazione e su specifici protocolli di trattamento.

Ciò che accomuna questi orientamenti è l'interesse per il significato dell'esperienza, i processi emotivi e relazionali e il modo in cui il passato può continuare a influenzare il presente.

3. I fondamenti teorici della psicoterapia psicodinamica

L'inconscio: ciò che influenza senza essere immediatamente riconosciuto

Una parte importante della nostra attività mentale avviene senza una consapevolezza diretta.

Non sempre riconosciamo le ragioni delle nostre reazioni, le aspettative che orientano le relazioni o le emozioni che influenzano determinate decisioni.

In psicoterapia psicodinamica, il termine inconscio comprende processi diversi, come rappresentazioni implicite, motivazioni non pienamente riconosciute, conflitti difensivi e modalità relazionali automatizzate.

Immaginiamo una persona che reagisca con forte irritazione quando riceve una critica.

A livello consapevole potrebbe pensare di essere semplicemente infastidita.

Esplorando l'esperienza, potrebbe emergere che la critica viene vissuta come una conferma della propria inadeguatezza.

Il lavoro terapeutico può aiutare a riconoscere il passaggio tra l'evento esterno e il significato emotivo attribuito a quell'evento.

Il conflitto intrapsichico

Un conflitto intrapsichico si verifica quando bisogni, desideri, emozioni o rappresentazioni risultano difficili da conciliare.

Una persona può desiderare autonomia e contemporaneamente temere di perdere l'affetto degli altri.

Può voler esprimere rabbia, ma sentirsi profondamente in colpa quando lo fa.

Può desiderare una relazione intima e, nello stesso tempo, provare paura quando qualcuno si avvicina emotivamente.

Queste tensioni non sono necessariamente patologiche.

Diventano clinicamente rilevanti quando producono sofferenza persistente, rigidità o limitazioni significative.

I meccanismi di difesa

I meccanismi di difesa sono processi psicologici attraverso cui la persona cerca di regolare emozioni, conflitti o rappresentazioni vissute come difficili.

Non sono necessariamente negativi.

Alcuni possono favorire un adattamento efficace, mentre altri possono contribuire al mantenimento della sofferenza quando diventano rigidi.

Tra i principali troviamo:

Rimozione. Esclusione dalla consapevolezza di determinati contenuti emotivamente conflittuali.

Negazione. Difficoltà a riconoscere aspetti della realtà particolarmente dolorosi o minacciosi.

Proiezione. Attribuzione ad altri di sentimenti o impulsi propri difficili da riconoscere.

Razionalizzazione. Costruzione di spiegazioni apparentemente logiche che possono attenuare il contatto con motivazioni emotive.

Intellettualizzazione. Tendenza ad affrontare esperienze emotivamente intense prevalentemente attraverso ragionamenti astratti.

Isolamento dell'affetto. Separazione del contenuto di un'esperienza dalla sua componente emotiva.

Spostamento. Trasferimento di una reazione emotiva da un oggetto o una situazione a un altro percepito come meno minaccioso.

Formazione reattiva. Espressione di atteggiamenti opposti a sentimenti vissuti come inaccettabili.

Scissione. Difficoltà a integrare aspetti positivi e negativi di sé o degli altri in una rappresentazione sufficientemente complessa.

Idealizzazione e svalutazione. Tendenza a percepire sé stessi o gli altri in termini eccessivamente positivi o negativi.

Sublimazione. Canalizzazione di impulsi ed emozioni verso attività socialmente valorizzate o creative.

Umorismo. Possibilità di affrontare esperienze difficili attraverso una prospettiva che ne riduce l'impatto emotivo senza necessariamente negarle.

In terapia non si tratta di eliminare le difese, ma di comprenderne la funzione e favorire modalità di regolazione più flessibili.

Le rappresentazioni di sé e degli altri

Nel corso dello sviluppo costruiamo rappresentazioni di chi siamo, di ciò che possiamo aspettarci dagli altri e del nostro valore nelle relazioni.

Una persona potrebbe sviluppare la convinzione implicita di dover essere sempre disponibile per meritare affetto.

Un'altra potrebbe aspettarsi che ogni relazione significativa finisca inevitabilmente con un abbandono.

Queste rappresentazioni possono influenzare emozioni, interpretazioni e comportamenti anche quando non vengono formulate consapevolmente.

Il lavoro psicodinamico aiuta a riconoscerle, comprenderne l'origine e verificarne la validità nelle esperienze attuali.

La ripetizione degli schemi relazionali

Uno degli aspetti centrali della prospettiva psicodinamica riguarda la tendenza a riprodurre modalità relazionali familiari.

Per esempio, una persona che teme il rifiuto potrebbe cercare continuamente rassicurazioni.

La richiesta insistente di rassicurazione potrebbe generare tensioni nella relazione.

Queste tensioni potrebbero essere interpretate come conferma del rischio di essere abbandonata.

Si crea così un circolo relazionale che contribuisce a mantenere la paura iniziale.

La psicoterapia permette di osservare questi processi senza ridurli a semplici errori individuali.

L'attaccamento e la sicurezza emotiva

Le esperienze di attaccamento possono influenzare il modo in cui una persona ricerca vicinanza, affronta la separazione e regola le emozioni.

Alcune persone tendono a cercare continue conferme della disponibilità dell'altro.

Altre possono reagire alla vulnerabilità attraverso il distanziamento emotivo.

Altre ancora possono oscillare tra un forte desiderio di vicinanza e la paura dell'intimità.

Questi comportamenti vanno compresi nella loro complessità, evitando di attribuirli automaticamente a uno specifico stile di attaccamento.

La mentalizzazione

Mentalizzare significa riuscire a considerare i comportamenti come espressione di stati mentali che non sono sempre immediatamente evidenti.

Quando siamo emotivamente attivati, questa capacità può ridursi.

Possiamo interpretare il silenzio di qualcuno come un rifiuto, una critica come un attacco oppure una distanza momentanea come una perdita definitiva.

La psicoterapia può favorire la capacità di interrogarsi sulle diverse interpretazioni possibili.

In questo modo, la persona sviluppa maggiore libertà rispetto alle proprie reazioni automatiche.

4. Come funziona la psicoterapia psicodinamica?

La psicoterapia psicodinamica si sviluppa attraverso una relazione professionale nella quale paziente e terapeuta collaborano per comprendere la sofferenza psicologica e favorire il cambiamento.

Il percorso non consiste semplicemente nel raccontare il passato.

L'attenzione è rivolta al rapporto tra storia personale, esperienze presenti, emozioni, relazioni e modalità di funzionamento.

La fase iniziale: conoscere la persona

I primi colloqui permettono di approfondire la richiesta di aiuto e comprendere le difficoltà presentate.

Il terapeuta esplora la situazione attuale, i sintomi, le relazioni significative, le esperienze personali, le risorse e gli eventuali trattamenti precedenti.

Quando necessario, la valutazione comprende anche strumenti psicodiagnostici e l'indicazione a ulteriori approfondimenti sanitari.

Questa fase permette di formulare ipotesi cliniche e individuare gli obiettivi del percorso.

La costruzione dell'alleanza terapeutica

L'alleanza terapeutica riguarda la collaborazione tra paziente e terapeuta, la condivisione degli obiettivi e la qualità della relazione.

È importante che la persona possa sentirsi ascoltata e sufficientemente al sicuro da affrontare contenuti emotivamente significativi.

La relazione terapeutica non è soltanto il contesto nel quale avviene il trattamento.

Nella psicoterapia psicodinamica può diventare essa stessa uno spazio di osservazione e cambiamento.

L'esplorazione delle esperienze emotive

Durante i colloqui si approfondiscono emozioni, pensieri, ricordi, fantasie, comportamenti e relazioni.

Il terapeuta può aiutare la persona a riconoscere collegamenti che inizialmente non risultavano evidenti.

Per esempio, un episodio di forte rabbia potrebbe essere esplorato considerando anche il vissuto di esclusione o umiliazione che lo ha preceduto.

Il riconoscimento delle modalità ricorrenti

Con il progredire del percorso possono emergere temi che si ripresentano in situazioni differenti.

La persona può accorgersi di sentirsi spesso responsabile del benessere altrui, di temere il conflitto o di vivere ogni errore come una prova della propria inadeguatezza.

Riconoscere queste ripetizioni permette di iniziare a comprenderne la funzione.

L'elaborazione e il cambiamento

La comprensione intellettuale rappresenta soltanto una parte del processo terapeutico.

Il cambiamento richiede spesso la possibilità di riconoscere le emozioni nel momento in cui emergono, sperimentare modalità relazionali differenti e consolidare nuove esperienze.

In psicoterapia psicodinamica questo processo viene frequentemente definito elaborazione o working through.

Non si tratta di raggiungere una singola intuizione risolutiva, ma di lavorare progressivamente sui modelli emotivi e relazionali che mantengono la sofferenza.

5. Le principali tecniche e gli interventi della psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica comprende numerosi interventi clinici.

La loro scelta dipende dal modello terapeutico, dagli obiettivi del trattamento, dalle caratteristiche della persona e dalla fase del percorso.

Non tutte le tecniche vengono utilizzate contemporaneamente e non ogni paziente necessita dello stesso tipo di intervento.

5.1 Ascolto clinico e attenzione fluttuante

L'ascolto psicodinamico considera sia il contenuto esplicito del racconto sia il modo in cui viene espresso.

Il terapeuta presta attenzione alle emozioni, ai cambiamenti nel tono affettivo, alle contraddizioni, ai temi ricorrenti e alle modalità relazionali.

L'obiettivo non è cercare significati nascosti in ogni parola, ma mantenere un atteggiamento di apertura verso le diverse dimensioni dell'esperienza.

5.2 Associazione libera

L'associazione libera è una tecnica storica della tradizione psicoanalitica.

Consiste nell'invitare la persona a esprimere pensieri, immagini, ricordi ed emozioni senza organizzarli necessariamente secondo un ordine prestabilito.

Nelle psicoterapie psicodinamiche contemporanee viene utilizzata con modalità differenti e adattata alle caratteristiche del paziente.

Può favorire l'emergere di collegamenti spontanei tra esperienze apparentemente separate.

5.3 Chiarificazione

La chiarificazione aiuta la persona a definire meglio ciò che sta vivendo.

Il terapeuta può chiedere di approfondire un'emozione, precisare un episodio o distinguere pensieri e sentimenti.

Per esempio:

«Quando dici che ti sei sentito rifiutato, che cosa è accaduto esattamente e che cosa hai provato in quel momento?»

Questo intervento favorisce una comprensione più precisa dell'esperienza.

5.4 Confrontazione

La confrontazione consiste nel portare delicatamente l'attenzione su aspetti dell'esperienza che sembrano in contrasto.

Non significa rimproverare o mettere sotto accusa la persona.

Può servire, per esempio, a evidenziare una differenza tra ciò che una persona desidera e il modo in cui agisce.

«Da una parte racconti di desiderare maggiore autonomia; dall'altra sembra molto difficile per te prendere una decisione senza cercare l'approvazione degli altri.»

La confrontazione deve essere proposta in modo rispettoso e compatibile con la capacità della persona di utilizzarla.

5.5 Interpretazione

L'interpretazione è uno degli interventi caratteristici della psicoterapia psicodinamica.

Consiste nel proporre una possibile comprensione di collegamenti emotivi, conflitti, difese o modalità relazionali non pienamente riconosciuti.

Un'interpretazione non dovrebbe essere presentata come una verità indiscutibile.

È un'ipotesi clinica da esplorare insieme.

Per esempio:

«Mi chiedo se, quando qualcuno esprime un bisogno diverso dal tuo, tu possa sentirlo come un segnale che il rapporto sta diventando meno sicuro.»

L'utilità dell'interpretazione dipende anche dal momento in cui viene proposta, dalla relazione terapeutica e dalla possibilità del paziente di comprenderla.

5.6 Esplorazione dei meccanismi di difesa

Il terapeuta può aiutare la persona a riconoscere le modalità con cui cerca di proteggersi da emozioni difficili.

Per esempio, una persona potrebbe affrontare ogni esperienza dolorosa attraverso spiegazioni razionali, senza riuscire a entrare in contatto con la tristezza.

Il lavoro non consiste nel privarla improvvisamente di questa protezione.

Si cerca piuttosto di comprenderne la funzione e di favorire gradualmente una maggiore tolleranza dell'esperienza emotiva.

5.7 Analisi dei conflitti intrapsichici

Questo intervento esplora la presenza di bisogni o desideri contrastanti.

Una persona potrebbe voler interrompere una relazione insoddisfacente e contemporaneamente temere profondamente la solitudine.

Il lavoro terapeutico permette di riconoscere entrambe le dimensioni senza forzare prematuramente una soluzione.

5.8 Lavoro sul transfert

Il transfert riguarda il modo in cui aspettative, sentimenti e modelli relazionali possono manifestarsi anche nel rapporto con il terapeuta.

Per esempio, una persona particolarmente sensibile al giudizio potrebbe temere di deludere il terapeuta quando racconta una difficoltà.

Esplorare questa esperienza può permettere di comprendere modalità relazionali presenti anche al di fuori della terapia.

Non ogni reazione verso il terapeuta deve però essere interpretata come transfert: può rappresentare anche una risposta realistica a ciò che accade nella relazione.

5.9 Attenzione al controtransfert

Il controtransfert comprende le risposte emotive e cognitive del terapeuta nella relazione con il paziente.

Queste reazioni possono offrire informazioni utili, ma richiedono capacità di autoriflessione, formazione e, quando opportuno, supervisione.

Non costituiscono prove automatiche di ciò che il paziente prova o desidera.

Una gestione poco consapevole del controtransfert può interferire con il trattamento; una gestione riflessiva può invece contribuire alla comprensione clinica.

5.10 Elaborazione delle esperienze passate

Le esperienze precedenti vengono esplorate quando risultano significative per comprendere il funzionamento attuale.

Non è necessario ricostruire ogni episodio dell'infanzia.

L'obiettivo è comprendere come determinate esperienze possano aver contribuito allo sviluppo di aspettative, paure o strategie relazionali.

5.11 Lavoro sulle rappresentazioni di sé

Il terapeuta può aiutare la persona a riconoscere immagini di sé rigide o svalutanti.

Per esempio, il vissuto di essere sempre inadeguati può essere esplorato considerando le esperienze che lo hanno alimentato e quelle che potrebbero metterlo in discussione.

Il lavoro mira a favorire una rappresentazione personale più articolata e realistica.

5.12 Lavoro sulle rappresentazioni degli altri

Alcune persone possono percepire gli altri prevalentemente come critici, imprevedibili, distanti oppure bisognosi di essere costantemente rassicurati.

La psicoterapia permette di osservare queste aspettative e distinguere ciò che appartiene alla situazione attuale da ciò che deriva da modelli relazionali consolidati.

5.13 Esplorazione delle emozioni

L'esplorazione emotiva aiuta a riconoscere sentimenti che possono essere confusi, evitati o difficili da esprimere.

Il terapeuta può favorire la distinzione tra rabbia, paura, tristezza, vergogna, colpa e altri vissuti.

Per esempio, dietro una reazione aggressiva può essere presente un'esperienza di vulnerabilità.

Questa possibilità va verificata clinicamente, senza presumere che ogni manifestazione di rabbia nasconda necessariamente un'emozione diversa.

5.14 Mentalizzazione

Gli interventi orientati alla mentalizzazione favoriscono la capacità di riflettere sugli stati mentali propri e altrui.

Il terapeuta può aiutare la persona a interrogarsi su ciò che ha provato, su ciò che potrebbe aver provato l'altro e sulle diverse interpretazioni possibili.

Questa prospettiva può essere particolarmente utile quando le emozioni intense riducono la capacità di comprendere le situazioni relazionali.

5.15 Interventi di sostegno

La psicoterapia psicodinamica non comprende soltanto interventi interpretativi.

In alcune situazioni è importante privilegiare il sostegno, la stabilizzazione e il rafforzamento delle capacità di adattamento.

Gli interventi possono comprendere la validazione delle emozioni, il riconoscimento delle risorse, l'aiuto nell'organizzazione dell'esperienza e il sostegno alle capacità di affrontare le difficoltà.

5.16 Rafforzamento delle funzioni dell'Io

Gli interventi orientati al rafforzamento delle funzioni dell'Io mirano a sostenere capacità come l'esame di realtà, la tolleranza delle emozioni, il controllo degli impulsi e la capacità di riflettere sulle proprie esperienze.

Questa prospettiva può risultare importante quando la persona attraversa condizioni di particolare vulnerabilità.

5.17 Lavoro sulle resistenze

Nella tradizione psicodinamica, il termine resistenza indica processi che possono ostacolare l'esplorazione di contenuti emotivamente difficili.

Per esempio, una persona potrebbe cambiare argomento ogni volta che si avvicina a un'esperienza dolorosa.

Oggi è importante comprendere questi comportamenti senza interpretarli automaticamente come opposizione al trattamento.

Possono infatti riflettere paura, vergogna, difficoltà di fiducia, limiti dell'alleanza terapeutica o un ritmo di lavoro non adeguato.

5.18 Lavoro sulle rotture dell'alleanza terapeutica

Durante un percorso possono emergere incomprensioni, tensioni o momenti nei quali la persona si sente poco compresa.

Queste esperienze meritano attenzione.

Il terapeuta può riconoscere il problema, esplorare il vissuto del paziente e contribuire a ricostruire una collaborazione sufficientemente sicura.

La capacità di affrontare le difficoltà nella relazione terapeutica può rappresentare un'importante occasione di cambiamento.

5.19 Esperienze emotive correttive

In alcune circostanze, la relazione terapeutica può offrire esperienze differenti rispetto a quelle abitualmente attese.

Una persona che teme di essere criticata quando esprime rabbia potrebbe sperimentare la possibilità di parlarne senza essere automaticamente rifiutata.

L'esperienza non cancella il passato, ma può contribuire alla costruzione di nuove aspettative relazionali.

5.20 Elaborazione ripetuta dei modelli relazionali

Il cambiamento psicologico raramente si realizza attraverso una sola comprensione.

Può essere necessario tornare più volte sugli stessi temi, osservandoli in situazioni differenti.

Questa elaborazione progressiva permette di consolidare nuove modalità di riconoscere le emozioni e affrontare le relazioni.

5.21 Lavoro sui sogni

L'esplorazione dei sogni appartiene alla tradizione psicodinamica.

Quando viene utilizzata, può offrire uno spazio per riflettere su emozioni, associazioni e significati soggettivi.

Non esiste però un dizionario scientificamente validato che permetta di attribuire significati universali ai simboli onirici.

L'interpretazione dei sogni non è indispensabile in ogni psicoterapia psicodinamica.

5.22 Interventi narrativi e ricostruzione autobiografica

Il terapeuta può aiutare la persona a costruire una narrazione più coerente della propria storia.

Questo lavoro permette di collegare esperienze, emozioni e cambiamenti nel tempo.

Non si tratta di ricostruire ricordi presunti o di suggerire eventi dimenticati, ma di comprendere il significato delle esperienze effettivamente riportate.

5.23 Lavoro sul lutto e sulla perdita

La psicoterapia psicodinamica può accompagnare l'elaborazione di perdite affettive, separazioni e cambiamenti importanti.

Il lavoro può riguardare emozioni ambivalenti, significati personali della perdita, trasformazioni dell'identità e possibilità di investire nuovamente nelle relazioni e nella vita.

5.24 Lavoro sull'identità

Alcune persone sperimentano difficoltà nel riconoscere desideri, valori e caratteristiche personali relativamente stabili.

La psicoterapia può favorire una maggiore continuità nell'esperienza di sé e una migliore integrazione di aspetti personali apparentemente contraddittori.

5.25 Lavoro sull'autocritica e sulla vergogna

L'autocritica persistente può contribuire a mantenere ansia, depressione e difficoltà relazionali.

Il lavoro psicodinamico esplora le aspettative interiorizzate, il rapporto con l'errore e il significato emotivo del giudizio.

L'obiettivo è favorire una relazione con sé stessi meno rigida e svalutante.

6. I principali modelli di psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica comprende differenti modelli di trattamento.

Alcuni privilegiano l'esplorazione dei conflitti inconsci, altri il funzionamento relazionale, altri ancora la mentalizzazione o l'organizzazione della personalità.

Psicoterapia psicodinamica espressiva

Gli interventi espressivi favoriscono l'esplorazione di conflitti, difese, significati inconsci e modalità relazionali.

Possono comprendere chiarificazione, confrontazione e interpretazione.

Psicoterapia psicodinamica supportiva

Gli interventi supportivi mirano a sostenere il funzionamento psicologico, rafforzare le risorse e favorire la stabilità emotiva.

Nella pratica clinica, componenti espressive e supportive possono essere integrate in proporzioni differenti.

Psicoterapia psicodinamica breve

La psicoterapia psicodinamica breve prevede generalmente un percorso circoscritto nel tempo e focalizzato su uno o più temi clinici specifici.

Esistono diversi modelli, tra cui le psicoterapie dinamiche brevi focali e alcune forme di trattamento intensivo.

La durata varia in base al protocollo e alle caratteristiche cliniche.

Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy (ISTDP)

L'ISTDP è un modello di psicoterapia dinamica breve sviluppato da Habib Davanloo.

Attribuisce particolare attenzione all'esperienza emotiva, alle difese e all'ansia che può emergere quando la persona entra in contatto con sentimenti conflittuali.

Prevede interventi specifici che richiedono una formazione adeguata.

Supportive-Expressive Psychotherapy

La psicoterapia supportivo-espressiva, associata in particolare ai contributi di Lester Luborsky, combina interventi di sostegno ed esplorazione dei temi relazionali ricorrenti.

Un concetto centrale è il Core Conflictual Relationship Theme, utilizzato per comprendere desideri, risposte attese dagli altri e reazioni personali.

Transference-Focused Psychotherapy (TFP)

La TFP è un trattamento strutturato derivato dalla teoria delle relazioni oggettuali di Kernberg.

È stato sviluppato in particolare per il trattamento di specifici disturbi di personalità, soprattutto nell'area borderline.

Il trattamento attribuisce particolare importanza al contratto terapeutico, alla relazione con il terapeuta e all'integrazione delle rappresentazioni di sé e degli altri.

Mentalization-Based Treatment (MBT)

Il trattamento basato sulla mentalizzazione è associato ai contributi di Anthony Bateman e Peter Fonagy.

L'obiettivo centrale consiste nel migliorare la capacità di comprendere i propri stati mentali e quelli degli altri, soprattutto nelle situazioni di intensa attivazione emotiva.

È stato sviluppato in particolare per il trattamento del disturbo borderline di personalità, con successive applicazioni ad altri contesti clinici.

Psicoterapia psicodinamica relazionale

Gli approcci relazionali considerano la relazione terapeutica come un processo costruito dall'interazione tra paziente e terapeuta.

L'attenzione si concentra sui modelli relazionali, sull'esperienza intersoggettiva e sui processi che emergono nel rapporto terapeutico.

Psicoterapia psicodinamica a lungo termine

I percorsi a lungo termine possono essere indicati quando gli obiettivi riguardano difficoltà persistenti, aspetti complessi del funzionamento della personalità o modalità relazionali profondamente consolidate.

La maggiore durata non rappresenta automaticamente una garanzia di efficacia superiore.

La scelta deve dipendere dalla valutazione clinica, dalle preferenze della persona e dalle evidenze disponibili.

7. In quali difficoltà psicologiche può essere utile?

La psicoterapia psicodinamica viene utilizzata in diversi ambiti clinici.

È importante distinguere tra condizioni per le quali esistono evidenze scientifiche più solide e situazioni nelle quali l'applicazione deriva prevalentemente da modelli clinici o da ricerche ancora limitate.

Ansia generalizzata

Nell'ansia generalizzata possono essere presenti preoccupazioni persistenti, tensione, difficoltà a tollerare l'incertezza e aspettative negative.

Il lavoro psicodinamico può esplorare il significato delle preoccupazioni, i conflitti legati al controllo e le modalità con cui la persona affronta vulnerabilità e insicurezza.

Attacchi di panico

Nel trattamento degli attacchi di panico è importante comprendere le caratteristiche degli episodi, le interpretazioni delle sensazioni corporee e gli eventuali comportamenti di evitamento.

Un approccio psicodinamico può approfondire anche il contesto emotivo e relazionale nel quale gli attacchi si manifestano.

Per il disturbo di panico esistono trattamenti specifici con solide evidenze, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale. La scelta terapeutica deve tenere conto delle linee guida e delle preferenze del paziente.

Fobie

Le fobie sono caratterizzate da paure intense associate a oggetti o situazioni specifiche.

L'esplorazione psicodinamica può contribuire alla comprensione dell'esperienza soggettiva della paura.

Tuttavia, per molte fobie specifiche gli interventi basati sull'esposizione rappresentano trattamenti di riferimento.

Depressione

La depressione può comprendere tristezza persistente, perdita di interesse, senso di vuoto, difficoltà cognitive, alterazioni del sonno e sentimenti di svalutazione.

La psicoterapia psicodinamica può esplorare il rapporto tra depressione, perdite, autocritica, conflitti emotivi e difficoltà relazionali.

La psicoterapia psicodinamica breve è inclusa tra le opzioni terapeutiche considerate dalle linee guida NICE per la depressione negli adulti, con indicazioni che dipendono dalla gravità e dalle caratteristiche cliniche.

Difficoltà relazionali

La psicoterapia psicodinamica può essere particolarmente pertinente quando la sofferenza riguarda relazioni caratterizzate da conflitti ricorrenti, paura del rifiuto, difficoltà nell'intimità o tendenza a ripetere modelli insoddisfacenti.

Dipendenza affettiva

Il termine dipendenza affettiva viene comunemente utilizzato per descrivere relazioni nelle quali il bisogno di vicinanza si accompagna a forte paura della perdita, difficoltà di autonomia o permanenza in rapporti insoddisfacenti.

Non costituisce di per sé una diagnosi autonoma nei principali sistemi diagnostici.

Il lavoro psicodinamico può esplorare bisogni di attaccamento, aspettative relazionali, autostima e difficoltà nella separazione.

Bassa autostima e insicurezza

L'approccio psicodinamico può aiutare a comprendere la formazione di rappresentazioni personali svalutanti, il rapporto con il giudizio e la difficoltà a riconoscere i propri bisogni.

Difficoltà nella regolazione emotiva

Quando una persona sperimenta emozioni particolarmente intense o difficili da gestire, il trattamento può favorire il riconoscimento degli stati affettivi, la comprensione dei fattori scatenanti e lo sviluppo di modalità più efficaci di regolazione.

In presenza di marcata disregolazione emotiva possono essere indicati anche interventi strutturati specifici, come quelli derivati dalla DBT.

Disturbi di personalità

Le psicoterapie psicodinamiche comprendono modelli sviluppati per il trattamento di specifici disturbi di personalità.

Il lavoro può riguardare identità, regolazione emotiva, difese, relazioni interpersonali e capacità di mentalizzazione.

La scelta del modello deve essere coerente con la valutazione diagnostica e con la formazione del professionista.

Disturbi correlati a sintomi somatici

Alcune persone sperimentano sintomi corporei persistenti associati a sofferenza psicologica.

Un trattamento psicodinamico può esplorare le modalità di riconoscimento ed espressione delle emozioni, lo stress e il significato soggettivo dell'esperienza corporea.

Questo lavoro non sostituisce gli accertamenti medici necessari e non implica che i sintomi fisici siano immaginari.

Esperienze traumatiche

La psicoterapia psicodinamica può contribuire alla comprensione delle conseguenze emotive e relazionali di esperienze traumatiche.

In presenza di disturbo post-traumatico da stress è però importante considerare i trattamenti specificamente raccomandati dalle linee guida, tra cui le psicoterapie focalizzate sul trauma e l'EMDR.

L'esplorazione di esperienze traumatiche deve rispettare la stabilità emotiva e il ritmo della persona.

Disturbi alimentari

Le difficoltà alimentari possono coinvolgere emozioni, immagine corporea, autostima e relazioni.

L'approccio psicodinamico può contribuire alla comprensione di questi aspetti.

Nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione è tuttavia essenziale una valutazione specifica e, quando indicato, un trattamento multidisciplinare basato sulle evidenze.

Dipendenze

Nelle dipendenze da sostanze o comportamentali possono essere presenti difficoltà nella regolazione emotiva, impulsività, vulnerabilità relazionali e modalità disfunzionali di affrontare la sofferenza.

La psicoterapia psicodinamica può contribuire alla comprensione di questi processi.

Il trattamento deve però considerare la specifica dipendenza, la gravità, i rischi medici e gli interventi con efficacia documentata.

Lutto e separazioni

La psicoterapia può offrire uno spazio per affrontare perdite significative, separazioni e cambiamenti nelle relazioni.

Non ogni lutto richiede un trattamento psicoterapeutico.

L'intervento diventa particolarmente importante quando la sofferenza è persistente, intensa o compromette significativamente il funzionamento quotidiano.

Crisi personali e cambiamenti di vita

La psicoterapia psicodinamica può essere utile anche quando la persona desidera comprendere difficoltà legate a scelte importanti, transizioni, cambiamenti lavorativi o ridefinizione della propria identità.

8. La psicoterapia psicodinamica è scientificamente efficace?

Una delle domande più frequenti riguarda l'efficacia scientifica della psicoterapia psicodinamica.

La risposta richiede di distinguere tra i diversi disturbi, i modelli di trattamento e la qualità degli studi disponibili.

Una revisione delle revisioni sistematiche pubblicata nel 2023 su World Psychiatry ha esaminato le evidenze relative alla psicoterapia psicodinamica nei disturbi mentali comuni.

Gli autori hanno rilevato evidenze favorevoli per depressione, disturbi d'ansia, disturbi di personalità e disturbi con sintomi somatici.

La qualità delle evidenze variava in base alla condizione clinica. La revisione ha inoltre riportato risultati generalmente comparabili a quelli di altre psicoterapie attive negli ambiti studiati, pur evidenziando limiti metodologici e aree nelle quali sono necessarie ulteriori ricerche.

Questi risultati non significano che ogni forma di psicoterapia psicodinamica sia ugualmente efficace per qualsiasi problema.

È importante considerare anche la formazione del terapeuta, l'adeguatezza del trattamento, la qualità della relazione terapeutica e le caratteristiche individuali.

L'interpretazione del transfert è sempre utile?

Non necessariamente.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha esaminato il rapporto tra interpretazioni del transfert ed esiti psicoterapeutici.

I risultati non hanno individuato un consenso univoco sull'efficacia di questa specifica tecnica in tutte le condizioni.

Ciò suggerisce l'importanza di utilizzare gli interventi in modo selettivo, considerando il paziente, il contesto e il momento del trattamento.

Il cambiamento continua dopo la conclusione della terapia?

Alcuni studi hanno osservato il mantenimento dei miglioramenti nel tempo.

Tuttavia, non è corretto affermare che la psicoterapia psicodinamica produca necessariamente miglioramenti progressivi dopo la conclusione del percorso.

Gli esiti dipendono da numerosi fattori e devono essere valutati considerando la qualità e le caratteristiche degli studi.

9. Quanto dura una psicoterapia psicodinamica?

Non esiste una durata valida per tutti.

Alcuni trattamenti psicodinamici sono brevi e focalizzati, mentre altri richiedono tempi più lunghi.

La durata dipende dalle difficoltà presentate, dagli obiettivi, dalla complessità clinica, dalla risposta al trattamento e dalle preferenze della persona.

Per esempio, le linee guida NICE descrivono, tra le opzioni per la depressione, protocolli di psicoterapia psicodinamica breve generalmente organizzati in un numero definito di sedute, con possibili adattamenti in presenza di bisogni più complessi.

Un percorso più lungo può essere preso in considerazione quando il lavoro riguarda modalità di funzionamento profondamente consolidate.

È comunque importante verificare periodicamente gli obiettivi, i progressi e l'utilità del trattamento.

10. Come si svolge una seduta di psicoterapia psicodinamica?

Una seduta si sviluppa generalmente attraverso il dialogo tra paziente e terapeuta.

La persona può partire da un evento recente, da un'emozione, da una difficoltà relazionale oppure da qualcosa che ha notato durante la settimana.

Il terapeuta ascolta, pone domande, favorisce l'esplorazione e propone eventuali collegamenti.

Immaginiamo una persona che racconti di essersi sentita profondamente ferita perché un amico non ha risposto a un messaggio.

Durante il colloquio potrebbe emergere che il silenzio è stato interpretato come una prova di scarso interesse.

Approfondendo l'esperienza, la persona potrebbe riconoscere che situazioni simili provocano frequentemente paura di essere dimenticata.

Il lavoro terapeutico potrebbe quindi esplorare il significato del rifiuto, le aspettative relazionali e le modalità attraverso cui la persona cerca rassicurazione.

L'obiettivo non sarebbe convincerla che il comportamento dell'amico non abbia importanza.

Sarebbe aiutarla a distinguere ciò che è accaduto dal significato attribuito all'evento, riconoscendo le emozioni e sviluppando nuove possibilità di risposta.

11. Psicoterapia psicodinamica e psicoanalisi: quali differenze?

La psicoterapia psicodinamica deriva storicamente dalla psicoanalisi, ma non coincide necessariamente con il trattamento psicoanalitico classico.

La psicoanalisi tradizionale prevede spesso un setting caratterizzato da più sedute settimanali e, in alcune forme, dall'utilizzo del lettino.

La psicoterapia psicodinamica può invece svolgersi con frequenza differente, generalmente attraverso colloqui faccia a faccia, e può prevedere obiettivi più circoscritti.

Esistono comunque numerose varianti di entrambi gli approcci.

La differenza principale non riguarda soltanto il numero delle sedute, ma anche il modello clinico, il setting e gli obiettivi del trattamento.

12. Psicoterapia psicodinamica e terapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia psicodinamica e la terapia cognitivo-comportamentale rappresentano due importanti tradizioni psicoterapeutiche.

La terapia cognitivo-comportamentale attribuisce generalmente particolare attenzione ai processi cognitivi, ai comportamenti e ai meccanismi che contribuiscono al mantenimento delle difficoltà.

La psicoterapia psicodinamica si concentra maggiormente sui significati emotivi, sui conflitti, sui modelli relazionali e sui processi inconsci.

Questa distinzione è però una semplificazione.

Entrambi gli orientamenti comprendono modelli differenti e possono condividere alcuni obiettivi e processi di cambiamento.

Non esiste un approccio universalmente migliore per ogni persona.

La scelta dovrebbe considerare il problema clinico, le evidenze disponibili, le preferenze individuali e le caratteristiche del trattamento.

13. La psicoterapia psicodinamica può integrarsi con altri approcci?

La psicoterapia psicodinamica può costituire una cornice teorica all'interno della quale integrare, quando appropriato, interventi provenienti da altri orientamenti.

L'integrazione richiede però coerenza clinica e competenze specifiche.

Non consiste nell'utilizzare tecniche differenti in modo casuale.

Psicoterapia psicodinamica e Schema Therapy

La Schema Therapy può contribuire al riconoscimento di schemi emotivi e relazionali persistenti, bisogni emotivi e modalità di coping.

Alcuni concetti possono dialogare con la prospettiva psicodinamica, pur mantenendo differenze teoriche e metodologiche.

Psicoterapia psicodinamica e DBT

Le competenze derivate dalla DBT possono essere utili per lavorare sulla regolazione emotiva, sulla tolleranza della sofferenza e sulle abilità interpersonali.

È importante distinguere l'utilizzo di singole strategie DBT dall'erogazione del programma DBT completo.

Psicoterapia psicodinamica e ACT

L'ACT può offrire strumenti per sviluppare flessibilità psicologica, disponibilità verso le esperienze interne e comportamenti orientati ai valori personali.

Questi interventi possono affiancare il lavoro psicodinamico quando clinicamente appropriato.

Psicoterapia psicodinamica ed EFT

Gli interventi focalizzati sulle emozioni possono contribuire a riconoscere, approfondire e trasformare esperienze affettive significative.

L'integrazione richiede attenzione alle differenze tra i modelli e alle specifiche competenze necessarie.

Psicoterapia psicodinamica e mindfulness

La mindfulness può favorire la capacità di osservare pensieri, emozioni e sensazioni corporee senza reagire automaticamente.

Può essere utilizzata come intervento complementare, considerando le caratteristiche e le eventuali vulnerabilità della persona.

Psicoterapia psicodinamica e approcci focalizzati sul trauma

Quando sono presenti esperienze traumatiche, può essere necessario integrare il lavoro psicodinamico con interventi specifici basati sulle evidenze.

L'eventuale utilizzo di protocolli specialistici richiede formazione adeguata e una valutazione delle indicazioni cliniche.

14. I limiti della psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica offre diverse possibilità di trattamento, ma presenta anche limiti che devono essere considerati.

Non tutte le persone desiderano o sono pronte a esplorare in profondità la propria esperienza emotiva e relazionale.

In alcune situazioni può essere prioritario intervenire sui sintomi attraverso strategie più strutturate.

Alcuni disturbi richiedono protocolli specifici o trattamenti multidisciplinari.

L'esplorazione di esperienze dolorose può inoltre determinare un temporaneo aumento del disagio emotivo.

Per questo motivo è importante che il percorso venga adattato alle caratteristiche della persona.

Un trattamento efficace non dovrebbe imporre interpretazioni, forzare l'espressione emotiva o attribuire automaticamente ogni difficoltà a esperienze infantili.

La psicoterapia richiede collaborazione, monitoraggio e disponibilità a modificare il percorso quando necessario.

15. Quando può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta psicodinamico?

Può essere utile prendere in considerazione un percorso psicoterapeutico quando la sofferenza emotiva diventa persistente, quando le relazioni generano difficoltà ricorrenti o quando si avverte la sensazione di essere bloccati in modalità di comportamento difficili da modificare.

Non è necessario conoscere in anticipo le cause del proprio disagio.

Non è nemmeno indispensabile avere una diagnosi per richiedere un primo colloquio.

La valutazione iniziale permette di comprendere la situazione e individuare l'intervento più appropriato.

In presenza di sintomi gravi, rischio suicidario, importanti alterazioni del funzionamento o condizioni che richiedono assistenza medica, è fondamentale una valutazione tempestiva e l'eventuale coinvolgimento dei servizi sanitari competenti.

16. Il mio modo di intendere la psicoterapia psicodinamica

Nel mio lavoro come psicologo e psicoterapeuta, la prospettiva psicodinamica rappresenta il riferimento principale attraverso cui cerco di comprendere la persona e la sua sofferenza.

Ritengo importante non fermarmi esclusivamente al sintomo, ma considerare anche la storia individuale, le esperienze emotive, le relazioni e i significati che ciascuno attribuisce a ciò che vive.

Questo non significa cercare necessariamente nel passato la spiegazione di ogni difficoltà.

Significa riconoscere che il nostro modo di vivere il presente può essere influenzato dalle esperienze attraverso cui abbiamo imparato a conoscere noi stessi e gli altri.

A volte ciò che oggi ci fa soffrire è collegato a modalità che, in altri momenti della vita, ci hanno aiutato ad affrontare situazioni difficili.

Una persona può aver imparato a non chiedere aiuto per proteggersi dalla delusione.

Un'altra può aver sviluppato un forte bisogno di controllo per sentirsi sufficientemente al sicuro.

Un'altra ancora può aver imparato a mettere sempre gli altri al primo posto per evitare il rischio di perdere una relazione importante.

Queste modalità non devono essere giudicate.

Devono essere comprese.

Nel percorso terapeutico cerco di costruire uno spazio nel quale la persona possa riconoscere ciò che prova, comprendere il significato delle proprie reazioni e sviluppare gradualmente nuove possibilità di scelta.

Alla prospettiva psicodinamica integro, quando utile, contributi e strumenti provenienti da altri orientamenti, tra cui Schema Therapy, DBT, ACT, EFT e mindfulness.

L'obiettivo non è adattare la persona a una tecnica, ma individuare gli interventi più coerenti con le sue caratteristiche e con il momento del percorso.

Per me, comprendere sé stessi non significa rimanere legati al passato. Significa sviluppare maggiore libertà nel presente.

17. Domande frequenti sulla psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica si concentra soltanto sul passato?

No. Le esperienze passate vengono esplorate quando aiutano a comprendere le difficoltà attuali. Il lavoro riguarda soprattutto il rapporto tra storia personale, emozioni, relazioni e vita presente.

È necessario parlare dell'infanzia?

Non necessariamente. L'infanzia può essere significativa, ma il percorso viene costruito sulle esigenze della persona. Non esiste l'obbligo di affrontare determinati ricordi.

La psicoterapia psicodinamica è efficace per l'ansia?

Esistono evidenze favorevoli all'utilizzo di trattamenti psicodinamici per alcuni disturbi d'ansia. L'indicazione dipende dalla diagnosi, dalla gravità e dalle caratteristiche individuali.

Può essere utile per la depressione?

Sì. Alcuni protocolli di psicoterapia psicodinamica, in particolare quelli brevi, sono inclusi tra le opzioni terapeutiche previste da linee guida internazionali per la depressione negli adulti.

Quanto dura il trattamento?

La durata è variabile. Esistono percorsi brevi e focalizzati e trattamenti di maggiore durata. Gli obiettivi e i tempi vengono definiti attraverso la valutazione clinica e verificati durante il percorso.

Durante le sedute il terapeuta rimane in silenzio?

Non necessariamente. Nella psicoterapia psicodinamica contemporanea il terapeuta può partecipare attivamente attraverso domande, chiarificazioni, interventi di sostegno e interpretazioni.

Bisogna raccontare tutto?

No. Il percorso deve rispettare il ritmo della persona. È possibile parlare anche della difficoltà a condividere determinati contenuti.

La psicoterapia psicodinamica può essere svolta online?

In molti casi sì. L'adeguatezza del setting online deve essere valutata considerando le condizioni cliniche, la riservatezza e le caratteristiche della persona.

Qual è la differenza tra psicoterapia psicodinamica e psicoanalisi?

La psicoterapia psicodinamica deriva dalla tradizione psicoanalitica, ma può utilizzare setting, frequenze e modalità di intervento differenti rispetto alla psicoanalisi classica.

È possibile integrare la psicoterapia psicodinamica con altre tecniche?

Sì, quando l'integrazione è clinicamente appropriata e il terapeuta possiede le competenze necessarie.

18. Conclusioni: comprendere per cambiare

La psicoterapia psicodinamica propone un modo di affrontare la sofferenza psicologica che considera la persona nella complessità della sua esperienza.

Emozioni, pensieri, comportamenti e relazioni non vengono osservati come elementi isolati, ma come aspetti di un funzionamento che si è sviluppato nel tempo.

Comprendere questo funzionamento può aiutare a riconoscere modalità che si ripetono, affrontare conflitti emotivi e sviluppare nuove possibilità di relazione con sé stessi e con gli altri.

Il cambiamento non consiste necessariamente nel diventare persone completamente diverse.

A volte significa imparare a riconoscere ciò che proviamo senza esserne sopraffatti, esprimere bisogni che abbiamo sempre nascosto oppure affrontare situazioni che prima sembravano impossibili.

Comprendere la propria storia non significa esserne prigionieri. Può diventare un modo per costruire il proprio futuro con maggiore consapevolezza e libertà.

Psicoterapia psicodinamica a Carovigno – Dott. Eugenio Uggenti

Sono Eugenio Uggenti, psicologo e psicoterapeuta.

Ricevo nel mio studio a Carovigno, in provincia di Brindisi, e offro percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia rivolti a persone che attraversano difficoltà emotive, relazionali o momenti di cambiamento.

Il mio orientamento principale è la psicoterapia psicodinamica, integrata, quando opportuno, con strumenti provenienti da altri approcci psicoterapeutici.

Ogni percorso nasce dall'ascolto della persona, dalla comprensione della sua storia e dalla definizione condivisa degli obiettivi terapeutici.

Per approfondire il mio modo di lavorare puoi consultare la pagina .

Dott. Eugenio Uggenti – Psicologo e Psicoterapeuta
Studio: Via Caracciolo 23, Carovigno (BR)
Telefono: 392 681 3664

Bibliografia scientifica essenziale

Per approfondire i fondamenti teorici, gli interventi e le evidenze scientifiche della psicoterapia psicodinamica:

Freud, S. (1923). L'Io e l'Es. Opera fondamentale per la comprensione del modello strutturale della mente.

Anna Freud (1936). L'Io e i meccanismi di difesa. Testo storico dedicato ai processi difensivi.

Winnicott, D. W. (1965). The Maturational Processes and the Facilitating Environment. Raccolta di contributi sullo sviluppo emotivo e sull'importanza dell'ambiente relazionale.

Bowlby, J. (1969). Attachment and Loss, Vol. 1: Attachment. Opera fondamentale della teoria dell'attaccamento.

Kernberg, O. F. (1984). Severe Personality Disorders: Psychotherapeutic Strategies. Approfondimento sulla teoria delle relazioni oggettuali e sul trattamento delle organizzazioni di personalità.

Gabbard, G. O. (2017). Long-Term Psychodynamic Psychotherapy: A Basic Text (3ª ed.). Testo dedicato alla teoria e alla pratica clinica della psicoterapia psicodinamica.

McWilliams, N. (2011). Psychoanalytic Diagnosis: Understanding Personality Structure in the Clinical Process (2ª ed.). Testo dedicato alla comprensione psicodinamica del funzionamento della personalità.

Yeomans, F. E., Levy, K. N., & Caligor, E. (2013). Transference-Focused Psychotherapy. Psychotherapy, 50(3), 449–453.

Leichsenring, F., et al. (2023). The status of psychodynamic psychotherapy as an empirically supported treatment for common mental disorders: An umbrella review based on updated criteria. World Psychiatry, 22(2), 286–304.

National Institute for Health and Care Excellence (2022). Depression in adults: treatment and management (NG222). Linee guida che includono la psicoterapia psicodinamica breve tra le opzioni terapeutiche per la depressione.

Indietro
Indietro

Schema Therapy: cos’è, come funziona, tecniche e ambiti di applicazione

Avanti
Avanti

Quando qualcosa va via: accogliere la tristezza e lasciare spazio a ciò che può arrivare