Schema Therapy: cos’è, come funziona, tecniche e ambiti di applicazione
Comprendere gli schemi che si ripetono, riconoscere i bisogni emotivi e costruire modalità più sane di stare con sé stessi e con gli altri.
A volte sappiamo perfettamente che una determinata situazione ci fa soffrire, eppure continuiamo a ritrovarci nello stesso punto.
Possiamo scegliere partner che finiscono per farci sentire trascurati, avere continuamente paura di essere abbandonati, sentirci inadeguati anche quando riceviamo riconoscimenti, mettere sempre i bisogni degli altri davanti ai nostri oppure pretendere da noi stessi standard impossibili da raggiungere.
La parte razionale può dirci che stiamo esagerando. Ma emotivamente continuiamo a vivere quella situazione come se confermasse qualcosa di molto profondo: non sono abbastanza, prima o poi mi lasceranno, non posso fidarmi, devo essere perfetto, i miei bisogni vengono dopo quelli degli altri.
La Schema Therapy, o terapia degli schemi, nasce proprio per comprendere questi meccanismi profondi.
Il suo obiettivo non consiste semplicemente nel modificare un pensiero negativo, ma nell'aiutare la persona a riconoscere gli schemi emotivi e relazionali che si sono costruiti nel tempo, comprenderne le origini, individuare i bisogni che vi sono collegati e sviluppare modi più flessibili e funzionali di rispondere alle situazioni presenti.
Che cos'è la Schema Therapy?
La Schema Therapy è un modello psicoterapeutico integrativo sviluppato dallo psicologo statunitense Jeffrey Young a partire dagli anni Ottanta e Novanta.
Nasce inizialmente dall'esigenza di ampliare la terapia cognitivo-comportamentale tradizionale per lavorare con persone che presentavano difficoltà psicologiche persistenti, problemi relazionali ricorrenti o caratteristiche di personalità che non sembravano modificarsi sufficientemente attraverso interventi focalizzati soltanto sui pensieri e sui comportamenti attuali.
Young sviluppò quindi un modello che integra contributi provenienti dalla terapia cognitivo-comportamentale, dalla teoria dell'attaccamento, dagli approcci psicodinamici, dalla Gestalt e dalle terapie esperienziali.
Il concetto fondamentale è quello di schema maladattivo precoce.
Uno schema può essere immaginato come una struttura profonda attraverso la quale interpretiamo noi stessi, gli altri e ciò che accade nelle relazioni.
Quando uno schema viene attivato, non produce soltanto un pensiero.
Può coinvolgere contemporaneamente ricordi, emozioni, sensazioni corporee, convinzioni e impulsi comportamentali.
Per questo possiamo sapere razionalmente che una determinata paura non è completamente giustificata e, nello stesso momento, sentirla come profondamente vera.
I bisogni emotivi fondamentali
Uno degli aspetti più importanti della Schema Therapy riguarda i bisogni emotivi fondamentali.
Il modello considera gli esseri umani portatori di bisogni psicologici universali che, pur esprimendosi in maniera diversa da persona a persona, svolgono un ruolo importante nello sviluppo.
Tra questi troviamo il bisogno di sicurezza, stabilità, cura e accettazione; la possibilità di sviluppare autonomia e competenza; la libertà di esprimere emozioni e bisogni; la spontaneità e il gioco; la presenza di limiti realistici e la capacità di sviluppare autocontrollo.
Quando questi bisogni vengono soddisfatti in maniera sufficientemente adeguata, il bambino può costruire rappresentazioni relativamente sicure di sé e degli altri.
Quando invece alcuni bisogni rimangono sistematicamente frustrati, oppure quando l'ambiente è caratterizzato da esperienze traumatiche, imprevedibilità, iperprotezione, trascuratezza o richieste eccessive, possono svilupparsi schemi maladattivi.
Questo non significa attribuire automaticamente ai genitori la responsabilità delle difficoltà psicologiche adulte.
Lo sviluppo è influenzato da numerosi fattori: temperamento, relazioni familiari, esperienze sociali, eventi traumatici, contesto culturale e successive esperienze di vita.
La Schema Therapy cerca quindi di comprendere come si è costruito un determinato modo di vivere sé stessi e le relazioni, non di individuare un colpevole.
Che cosa sono gli schemi maladattivi precoci?
Gli schemi maladattivi precoci sono modelli relativamente stabili costituiti da ricordi, emozioni, cognizioni e sensazioni corporee riguardanti sé stessi e le relazioni.
Si sviluppano generalmente durante l'infanzia o l'adolescenza e possono continuare a influenzare la vita adulta.
Uno schema non è semplicemente una convinzione.
Prendiamo la frase:
“Prima o poi le persone che amo mi lasceranno.”
Quando lo schema dell'abbandono è fortemente attivo, questa non viene vissuta soltanto come un'idea.
Un ritardo nella risposta a un messaggio può generare improvvisamente ansia, tristezza, rabbia, sensazioni corporee intense e il bisogno urgente di ricevere rassicurazioni.
Lo schema funziona quindi come una lente attraverso cui vengono interpretate le situazioni.
I 18 schemi maladattivi della Schema Therapy
Nel modello classico di Young vengono descritti 18 schemi maladattivi precoci, organizzati in cinque grandi domini.
Distacco e rifiuto
Questi schemi riguardano prevalentemente l'aspettativa che i propri bisogni di sicurezza, accettazione, stabilità ed empatia non verranno adeguatamente soddisfatti.
Abbandono/instabilità
La persona teme che le persone importanti possano diventare improvvisamente indisponibili, allontanarsi o interrompere la relazione.
Può diventare particolarmente sensibile alle separazioni e ai segnali di distanza.
Sfiducia/abuso
È presente l'aspettativa che gli altri possano ferire, manipolare, umiliare, ingannare o approfittarsi della persona.
Può manifestarsi attraverso diffidenza, difficoltà ad affidarsi oppure continua ricerca delle intenzioni nascoste degli altri.
Deprivazione emotiva
La persona sente che difficilmente riceverà dagli altri l'affetto, la comprensione, la protezione o il sostegno emotivo di cui avrebbe bisogno.
Può quindi abituarsi a non chiedere oppure scegliere relazioni nelle quali i propri bisogni rimangono nuovamente insoddisfatti.
Inadeguatezza/vergogna
È caratterizzato dalla sensazione di essere difettosi, inferiori, indesiderabili o non sufficientemente degni di essere amati.
La persona può temere che, se gli altri la conoscessero veramente, finirebbero per rifiutarla.
Isolamento sociale/alienazione
La persona sente di essere diversa dagli altri, di non appartenere pienamente a nessun gruppo o di essere fondamentalmente esclusa.
Mancanza di autonomia e abilità
Questi schemi riguardano difficoltà nella percezione della propria autonomia, competenza e capacità di affrontare il mondo.
Dipendenza/incompetenza
La persona può sentirsi incapace di affrontare autonomamente responsabilità e decisioni quotidiane.
Può ricercare continuamente rassicurazioni o affidarsi agli altri anche quando possiede le capacità necessarie.
Vulnerabilità al pericolo o alle malattie
È presente una paura intensa che possa verificarsi improvvisamente una catastrofe difficile da prevenire.
Può riguardare malattie, incidenti, problemi economici o altri eventi negativi.
Invischiamento/Sé poco sviluppato
La persona può sperimentare una vicinanza eccessiva con una figura significativa, accompagnata dalla difficoltà a sviluppare una propria identità autonoma.
Fallimento
È presente la convinzione di essere destinati a fallire o di essere meno competenti rispetto agli altri.
Anche risultati positivi possono essere minimizzati oppure attribuiti alla fortuna.
Mancanza di limiti
Questi schemi riguardano difficoltà nel riconoscere limiti realistici, responsabilità reciproche e capacità di autocontrollo.
Pretese/grandiosità
La persona può percepirsi come avente diritto a ottenere ciò che desidera indipendentemente dalle conseguenze sugli altri oppure avere difficoltà ad accettare limiti e reciprocità.
Autocontrollo/autodisciplina insufficienti
È presente difficoltà nel tollerare frustrazione, regolare gli impulsi o mantenere comportamenti orientati a obiettivi quando richiedono fatica e costanza.
Orientamento verso gli altri
In questo dominio la persona tende a concentrarsi eccessivamente sulle esigenze, sui desideri o sulle reazioni degli altri.
Sottomissione
I propri bisogni e desideri vengono messi da parte per evitare conflitti, conseguenze negative o perdita della relazione.
Nel tempo possono accumularsi rabbia, frustrazione e sensazione di non essere considerati.
Autosacrificio
La persona tende a occuparsi costantemente dei bisogni altrui, anche quando questo comporta trascurare sé stessa.
Può essere presente un forte senso di colpa quando cerca di dare priorità alle proprie necessità.
Ricerca di approvazione e riconoscimento
Il valore personale viene collegato fortemente all'approvazione, al riconoscimento o al giudizio degli altri.
La persona può quindi orientare molte scelte sulla base di ciò che pensa possa renderla accettabile agli occhi altrui.
Ipervigilanza e inibizione
Questi schemi riguardano il controllo delle emozioni e del comportamento e una particolare attenzione agli errori e alle possibili conseguenze negative.
Negatività/pessimismo
La persona tende a concentrarsi sugli aspetti negativi delle situazioni e sulla possibilità che qualcosa possa andare male, anche quando sono presenti elementi positivi.
Inibizione emotiva
Emozioni, bisogni o comportamenti spontanei vengono controllati per evitare disapprovazione, vergogna o perdita del controllo.
Standard severi/ipercriticismo
È presente la sensazione di dover raggiungere livelli molto elevati di prestazione.
La persona può vivere con l'impressione di non fare mai abbastanza.
Punitività
Gli errori vengono considerati meritevoli di conseguenze severe.
Può essere difficile accettare imperfezioni proprie e altrui oppure riconoscere attenuanti e circostanze.
Avere uno schema significa avere un disturbo?
No.
Gli schemi vengono concepiti dimensionalmente.
Una persona può riconoscersi in alcune caratteristiche senza presentare necessariamente un disturbo psicologico.
Ciò che assume rilevanza clinica è soprattutto quanto lo schema è rigido, intenso, frequente e capace di interferire con il benessere e con la vita della persona.
Inoltre, una stessa persona può presentare contemporaneamente più schemi.
Per esempio, abbandono e inadeguatezza possono interagire producendo un'esperienza come:
“Se mi conoscerà davvero, capirà che non valgo abbastanza e mi lascerà.”
Come si mantengono gli schemi?
Uno degli aspetti più interessanti della Schema Therapy riguarda il modo in cui uno schema può continuare a confermarsi.
La persona tende infatti a interpretare le situazioni attraverso lo schema e può sviluppare strategie che, involontariamente, contribuiscono a mantenerlo.
Young descrive tre principali modalità di coping:
resa allo schema,
evitamento dello schema,
ipercompensazione dello schema.
Resa
Nella resa la persona si comporta come se lo schema fosse vero.
Chi presenta uno schema di deprivazione emotiva potrebbe, per esempio, scegliere ripetutamente partner emotivamente indisponibili.
L'esperienza successiva:
“Anche questa persona non riesce a comprendermi”
finisce per confermare lo schema iniziale.
Evitamento
La persona cerca di evitare situazioni capaci di attivare lo schema.
Chi teme profondamente il rifiuto potrebbe evitare le relazioni intime.
In questo modo diminuisce temporaneamente il rischio di sentirsi rifiutato, ma perde anche la possibilità di sperimentare relazioni differenti.
L'evitamento può essere comportamentale, cognitivo o emotivo.
Ipercompensazione
Nell'ipercompensazione la persona cerca di comportarsi nella maniera opposta rispetto a ciò che teme.
Una persona che nel profondo si sente vulnerabile potrebbe sviluppare un bisogno molto forte di apparire dominante e autosufficiente.
Chi teme di essere considerato incompetente potrebbe diventare estremamente competitivo.
L'ipercompensazione può proteggere temporaneamente dal dolore dello schema, ma diventare essa stessa rigida e problematica.
Dai singoli schemi ai “mode”
Con l'evoluzione della Schema Therapy è diventato sempre più importante il concetto di Schema Mode.
Se gli schemi descrivono strutture relativamente stabili, i mode rappresentano gli stati emotivi e le modalità di funzionamento attive in un determinato momento.
Una stessa persona può quindi passare rapidamente da uno stato all'altro.
Questo concetto è particolarmente utile quando il funzionamento emotivo è molto variabile.
I mode vengono generalmente organizzati in alcune grandi categorie.
I mode Bambino
I mode Bambino rappresentano stati emotivi collegati ai bisogni fondamentali.
Bambino Vulnerabile
Può sentirsi solo, spaventato, abbandonato, inadeguato o non protetto.
Bambino Arrabbiato
Esprime rabbia quando bisogni importanti vengono frustrati.
Bambino Impulsivo o Indisciplinato
Ricerca la soddisfazione immediata dei propri desideri e può avere difficoltà a tollerare frustrazione e limiti.
Bambino Felice
Rappresenta la capacità di sentirsi amati, protetti, spontanei, liberi e connessi agli altri.
L'obiettivo della terapia non è eliminare la parte vulnerabile o arrabbiata.
Si cerca piuttosto di riconoscerne i bisogni e sviluppare modi più adeguati per prendersene cura.
I mode di coping disfunzionale
Rappresentano strategie sviluppate per proteggersi dal dolore degli schemi.
Protettore Distaccato
La persona può allontanarsi dalle emozioni, sentirsi distante, anestetizzata o evitare la vicinanza.
Arrendevole Compiacente
La persona si adatta alle richieste altrui e rinuncia ai propri bisogni per evitare conflitti o rifiuto.
Ipercompensatore
La vulnerabilità viene affrontata attraverso controllo, superiorità, aggressività, perfezionismo o altre strategie opposte al vissuto sottostante.
Esistono ulteriori mode di coping descritti nei modelli più recenti della Schema Therapy.
I mode genitoriali disfunzionali
Rappresentano messaggi interiorizzati particolarmente critici, esigenti o punitivi.
Genitore Punitivo
Può manifestarsi attraverso pensieri come:
“Sei sbagliato.”
“Non meriti nulla.”
“Hai fallito e devi pagarne le conseguenze.”
Genitore Esigente
È caratterizzato da richieste interne molto rigide:
“Devi fare di più.”
“Non puoi sbagliare.”
“Non devi mostrare debolezza.”
Il lavoro terapeutico mira a ridimensionare progressivamente la forza di questi messaggi interiorizzati.
L'Adulto Sano
L'Adulto Sano rappresenta uno dei concetti centrali della Schema Therapy.
Non indica una persona perfetta o sempre razionale.
È la parte capace di riconoscere i propri bisogni e quelli degli altri, stabilire confini, tollerare frustrazione, assumersi responsabilità, proteggere la propria vulnerabilità e costruire relazioni sufficientemente equilibrate.
Uno degli obiettivi fondamentali della terapia consiste proprio nel rafforzare il mode Adulto Sano.
Come si svolge una Schema Therapy?
Il trattamento non consiste semplicemente nell'individuare quale dei 18 schemi possiede una persona.
La terapia attraversa generalmente diverse fasi che possono sovrapporsi.
Valutazione e concettualizzazione
Inizialmente vengono approfondite le difficoltà attuali, la storia personale, le relazioni significative e le modalità ricorrenti.
Il terapeuta cerca di costruire insieme alla persona una concettualizzazione che colleghi bisogni emotivi, schemi, mode e strategie di coping.
Possono essere utilizzati anche questionari specifici.
Gli strumenti non sostituiscono però la valutazione clinica.
Psicoeducazione
La persona impara progressivamente a riconoscere i propri schemi e mode.
Comprendere il modello può essere utile perché permette di dare un nome a esperienze che prima sembravano confuse.
Riconoscimento degli schemi nella vita quotidiana
Il lavoro si sposta quindi sulle situazioni concrete.
Quando si è attivato lo schema?
Che cosa è accaduto?
Quale emozione è comparsa?
Quale significato è stato attribuito alla situazione?
Quale mode è diventato dominante?
Come ha reagito la persona?
Quali conseguenze ha prodotto quella risposta?
Progressivamente diventa possibile osservare il processo mentre accade.
Le tecniche della Schema Therapy
Uno degli aspetti distintivi della Schema Therapy è l'integrazione di interventi cognitivi, esperienziali, comportamentali e relazionali.
Non si lavora quindi soltanto attraverso il dialogo razionale.
Tecniche cognitive
Gli interventi cognitivi aiutano a esaminare la validità dello schema e a costruire prospettive alternative.
Il terapeuta può aiutare la persona a individuare le prove che sembrano confermare uno schema e quelle che lo contraddicono.
Una persona con schema di fallimento potrebbe ricordare immediatamente tutti gli errori commessi e ignorare sistematicamente risultati positivi.
Il lavoro permette di costruire una rappresentazione più equilibrata.
Dialogo tra schema e parte sana
È possibile mettere a confronto la voce dello schema con quella dell'Adulto Sano.
Per esempio:
Schema:
“Se commetti un errore tutti capiranno che sei incompetente.”
Adulto Sano:
“Posso sbagliare senza essere incompetente. Il mio valore non dipende dalla perfezione.”
L'obiettivo non è semplicemente produrre pensieri positivi, ma sviluppare una posizione interna più realistica e protettiva.
Tecniche esperienziali
Gli interventi esperienziali rappresentano una componente particolarmente caratteristica della Schema Therapy.
Permettono di lavorare direttamente sulle emozioni associate agli schemi.
Imagery
Il terapeuta può invitare la persona a entrare in contatto con un'immagine emotivamente significativa.
Può trattarsi di un ricordo oppure di una situazione attuale che attiva fortemente uno schema.
L'attenzione viene rivolta alle emozioni, alle sensazioni e ai bisogni presenti nell'esperienza.
Imagery Rescripting
L'Imagery Rescripting è una delle tecniche esperienziali più note.
La persona richiama un'esperienza emotivamente significativa e, attraverso un processo guidato, viene introdotta una risposta diversa rispetto a quella originariamente vissuta.
L'obiettivo non consiste nel convincere la persona che il passato sia avvenuto diversamente.
Il ricordo storico non viene modificato.
Si lavora invece sul significato emotivo dell'esperienza e sui bisogni rimasti insoddisfatti.
Per esempio, in un ricordo caratterizzato da umiliazione, durante il rescripting può essere introdotta una figura capace di interrompere l'abuso, proteggere il bambino e riconoscere che ciò che sta accadendo non è accettabile.
È una tecnica emotivamente intensa che deve essere utilizzata con competenza e valutando attentamente stabilità e caratteristiche della persona.
Chair Work: il lavoro con le sedie
Il chair work utilizza simbolicamente diverse sedie per rappresentare differenti parti o mode.
La persona può, per esempio, sedersi nella posizione del Genitore Punitivo e successivamente in quella del Bambino Vulnerabile o dell'Adulto Sano.
Questo permette di rendere visibili conflitti interiori che normalmente avvengono molto rapidamente.
Una persona può accorgersi di quanto sia aggressiva la propria voce autocritica soltanto quando prova a esprimerla ad alta voce.
Il terapeuta può quindi aiutare l'Adulto Sano a rispondere e a proteggere la parte vulnerabile.
Tecniche comportamentali
Comprendere uno schema non è sufficiente se la persona continua a comportarsi sempre nello stesso modo.
Per questo la Schema Therapy utilizza interventi di pattern breaking, cioè di rottura dei modelli comportamentali.
Una persona con schema di sottomissione potrebbe esercitarsi progressivamente a esprimere un'opinione diversa.
Una persona con autosacrificio potrebbe imparare a dedicare tempo ai propri bisogni senza interpretarlo automaticamente come egoismo.
Chi evita le relazioni per paura del rifiuto potrebbe sperimentare gradualmente nuove occasioni di contatto.
Il cambiamento viene quindi portato fuori dalla seduta.
Flashcard e promemoria dello schema
In alcune forme di Schema Therapy vengono utilizzate schede o promemoria contenenti una sintesi dello schema e una risposta alternativa.
Quando lo schema viene attivato, la persona può utilizzare il testo per ricordare ciò che ha compreso durante la terapia.
Per esempio:
“In questo momento sento fortemente la paura di essere abbandonato. Questa emozione è reale, ma non significa automaticamente che l'altra persona mi stia lasciando. Posso aspettare, osservare ciò che sta accadendo e prendermi cura della mia paura senza reagire impulsivamente.”
Diari degli schemi
Il diario permette di osservare le situazioni nelle quali gli schemi vengono attivati.
Può comprendere situazione, emozione, schema, pensieri, mode, comportamento e possibile risposta dell'Adulto Sano.
L'obiettivo non è trasformare la vita quotidiana in un esercizio continuo, ma aumentare gradualmente la capacità di riconoscere i propri automatismi.
Limited Reparenting
Uno dei concetti più caratteristici della Schema Therapy è il limited reparenting, traducibile come riaccudimento limitato.
Il terapeuta cerca di offrire, all'interno dei confini professionali della relazione terapeutica, alcune esperienze emotive che rispondano in maniera appropriata ai bisogni rimasti insufficientemente soddisfatti.
Può significare mostrare comprensione, validare un'emozione, incoraggiare l'autonomia, porre limiti oppure proteggere simbolicamente la parte vulnerabile durante un esercizio esperienziale.
La parola limited è fondamentale.
La relazione terapeutica mantiene sempre ruoli, confini e responsabilità professionali.
Il terapeuta non sostituisce un genitore reale.
Empathic Confrontation
La confrontazione empatica combina comprensione e cambiamento.
Il terapeuta riconosce perché una determinata strategia si sia sviluppata e contemporaneamente ne evidenzia le conseguenze attuali.
Per esempio:
“Capisco perché hai imparato a non chiedere nulla agli altri. Probabilmente ti ha protetto molte volte dalla delusione. Ma oggi questa stessa modalità rischia di impedirti di sperimentare se qualcuno possa realmente esserci per te.”
Non si tratta quindi né di giudicare il comportamento né di limitarsi ad accettarlo.
Si cerca di comprenderlo e contemporaneamente favorire nuove possibilità.
Validazione emotiva
La validazione consiste nel riconoscere che un'emozione può essere comprensibile considerando la storia, la situazione e il significato attribuito all'esperienza.
Validare non significa affermare che ogni interpretazione sia corretta.
Una persona può avere motivi comprensibili per provare paura e contemporaneamente interpretare in modo inaccurato ciò che sta accadendo.
Questa distinzione è fondamentale.
Lavoro sui bisogni emotivi
Uno degli obiettivi più profondi della Schema Therapy consiste nell'aiutare la persona a riconoscere ciò di cui ha bisogno.
Per alcune persone questa domanda è sorprendentemente difficile.
Chi ha trascorso gran parte della vita adattandosi agli altri potrebbe conoscere perfettamente i desideri delle persone vicine e avere pochissima consapevolezza dei propri.
La terapia può quindi lavorare sulla capacità di riconoscere, esprimere e soddisfare i propri bisogni in modalità realistiche e rispettose anche degli altri.
Lavoro sull'autocompassione
Sebbene l'autocompassione non appartenga esclusivamente alla Schema Therapy, può integrarsi bene nel lavoro sul Genitore Punitivo e sul Bambino Vulnerabile.
La persona impara progressivamente a distinguere responsabilità e autocondanna.
Riconoscere un errore non richiede necessariamente svalutare sé stessi.
Lavoro sui confini
Molti schemi influenzano la capacità di stabilire confini.
Una persona sottomessa può avere difficoltà a dire no.
Una persona caratterizzata da pretese può invece avere difficoltà a riconoscere i limiti degli altri.
La Schema Therapy lavora quindi sia sulla capacità di proteggere i propri confini sia sul rispetto della reciprocità.
La relazione terapeutica nella Schema Therapy
La relazione con il terapeuta ha un ruolo centrale.
Gli schemi possono infatti attivarsi anche durante la terapia.
Una persona con schema di abbandono può preoccuparsi quando il terapeuta comunica una pausa.
Chi presenta uno schema di inadeguatezza può temere di essere giudicato.
Chi tende alla sottomissione può dichiararsi sempre d'accordo con il terapeuta anche quando non lo è.
Questi momenti possono diventare occasioni importanti per riconoscere lo schema mentre si manifesta in una relazione reale.
Da questo punto di vista, la Schema Therapy presenta interessanti punti di contatto con la psicoterapia psicodinamica.
Schema Therapy e psicoterapia psicodinamica
Pur provenendo da tradizioni differenti, i due approcci condividono alcuni importanti interessi clinici.
Entrambi attribuiscono valore alla storia della persona, ai modelli relazionali, alle esperienze emotive e alle modalità che tendono a ripetersi.
Uno schema può essere messo in relazione con rappresentazioni profonde di sé e degli altri.
I mode possono essere osservati anche come differenti stati del Sé.
Le strategie di coping possono essere confrontate, con le dovute differenze teoriche, con il concetto psicodinamico di difesa.
La relazione terapeutica può inoltre diventare in entrambi gli approcci uno spazio nel quale osservare modalità relazionali ricorrenti.
Esistono però differenze importanti.
La Schema Therapy possiede un linguaggio specifico e utilizza in maniera sistematica interventi cognitivi, comportamentali ed esperienziali.
In un approccio integrato, gli strumenti della Schema Therapy possono quindi offrire una modalità molto concreta per lavorare su alcuni aspetti che emergono dalla comprensione psicodinamica della persona.
Schema Therapy e DBT
Schema Therapy e DBT possono essere particolarmente interessanti quando sono presenti disregolazione emotiva e difficoltà relazionali.
La DBT offre strategie molto strutturate per sviluppare abilità di mindfulness, regolazione emotiva, tolleranza della sofferenza ed efficacia interpersonale.
La Schema Therapy può invece approfondire i modelli emotivi e relazionali che vengono attivati.
In un lavoro integrato, una persona può quindi imparare sia come affrontare un'emozione intensa nel presente, sia perché determinate situazioni attivino con particolare forza quella risposta.
Schema Therapy e ACT
L'ACT lavora soprattutto sulla flessibilità psicologica e sulla possibilità di modificare il rapporto con pensieri ed emozioni senza dover necessariamente eliminarli.
Può integrarsi con la Schema Therapy aiutando la persona a riconoscere quando uno schema è attivo senza identificarsi completamente con esso.
Pensare:
“Sono inadeguato”
è diverso dal riconoscere:
“In questo momento si è attivato il mio schema di inadeguatezza e sto avendo il pensiero di non essere abbastanza.”
Questa distanza può creare uno spazio nel quale scegliere come comportarsi.
Schema Therapy e mindfulness
La mindfulness può aiutare a riconoscere l'attivazione di uno schema prima che produca automaticamente una risposta.
La persona può imparare a osservare pensieri, emozioni, sensazioni corporee e impulsi senza dover reagire immediatamente.
Questo può favorire il passaggio da una risposta automatica a una risposta più vicina al mode Adulto Sano.
In quali problemi viene utilizzata la Schema Therapy?
La Schema Therapy è stata sviluppata inizialmente soprattutto per persone con difficoltà croniche e disturbi di personalità, ma nel tempo è stata applicata a un numero crescente di condizioni.
Le evidenze scientifiche non sono però equivalenti per tutti gli ambiti.
Disturbo borderline di personalità
È uno degli ambiti nei quali la Schema Therapy è stata maggiormente studiata.
Il trattamento può lavorare sulla paura dell'abbandono, sull'instabilità relazionale, sulla disregolazione emotiva, sui mode disfunzionali e sulla costruzione di una rappresentazione più integrata di sé e degli altri.
Nei casi complessi è importante utilizzare modelli strutturati e professionisti con formazione specifica.
Altri disturbi di personalità
La Schema Therapy viene utilizzata anche con altri disturbi di personalità e con tratti persistenti che producono sofferenza significativa.
Il lavoro può riguardare rigidità, evitamento, dipendenza, perfezionismo, difficoltà relazionali e modalità disfunzionali di gestione delle emozioni.
Difficoltà relazionali
È particolarmente utile quando la persona riconosce di ripetere dinamiche simili in relazioni differenti.
Per esempio:
“Finisco sempre con persone emotivamente distanti.”
“Ho sempre paura che mi lascino.”
“Non riesco mai a dire di no.”
“Quando qualcuno si avvicina troppo, sento il bisogno di scappare.”
La terapia cerca di comprendere quali schemi e mode contribuiscano alla ripetizione.
Dipendenza affettiva
La cosiddetta dipendenza affettiva non rappresenta una diagnosi autonoma nei principali sistemi diagnostici, ma può descrivere modalità relazionali caratterizzate da forte paura della separazione, sottomissione, ricerca di rassicurazione e difficoltà nel proteggere i propri bisogni.
Schemi come abbandono, inadeguatezza, deprivazione emotiva e sottomissione possono essere clinicamente rilevanti in alcune di queste situazioni.
Bassa autostima
Gli schemi di inadeguatezza, fallimento, ricerca di approvazione e standard severi possono contribuire a una rappresentazione personale fortemente critica.
Il trattamento lavora sia sulla comprensione di queste convinzioni sia sulla possibilità di sviluppare esperienze capaci di modificarle.
Perfezionismo
Lo schema degli standard severi può manifestarsi attraverso richieste estremamente elevate verso sé stessi.
Il successo può produrre soltanto un sollievo temporaneo perché viene rapidamente sostituito da un nuovo obiettivo.
La terapia cerca di distinguere l'impegno sano dalla necessità rigida di dimostrare continuamente il proprio valore.
Ansia
In alcune persone l'ansia può essere collegata a schemi di vulnerabilità, abbandono, sfiducia, fallimento o ricerca di approvazione.
La Schema Therapy può aiutare a comprendere questi significati.
In presenza di specifici disturbi d'ansia devono comunque essere considerate le terapie con maggiori evidenze per quella particolare condizione.
Depressione
Nella depressione possono essere presenti schemi di inadeguatezza, fallimento, deprivazione emotiva, isolamento e punitività.
La Schema Therapy può lavorare sui processi profondi che contribuiscono alla vulnerabilità depressiva, soprattutto quando le difficoltà sono persistenti o ricorrenti.
La scelta del trattamento deve comunque considerare gravità, caratteristiche cliniche e linee guida.
Trauma e trascuratezza emotiva
Alcuni schemi possono svilupparsi in relazione a esperienze traumatiche o a condizioni prolungate di trascuratezza emotiva.
Tecniche come l'Imagery Rescripting possono essere utilizzate per lavorare sul significato emotivo di determinate esperienze.
Il trattamento del trauma richiede però una valutazione specifica e non coincide automaticamente con la Schema Therapy.
Disturbi alimentari
La Schema Therapy è stata applicata anche ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, soprattutto quando sono presenti difficoltà emotive e schemi persistenti.
Queste condizioni richiedono però una valutazione specialistica e spesso un intervento multidisciplinare.
Dipendenze
Schemi, mode e strategie di evitamento possono contribuire alla comprensione di alcune funzioni psicologiche del comportamento di dipendenza.
La Schema Therapy può quindi essere integrata all'interno di trattamenti più ampi, senza sostituire gli interventi specifici necessari.
Cosa dice la ricerca scientifica?
La Schema Therapy dispone di un corpo crescente di ricerca scientifica.
Le evidenze più consolidate riguardano soprattutto alcuni disturbi di personalità, mentre per altre condizioni i risultati sono promettenti ma meno definitivi.
Uno studio randomizzato pubblicato su Archives of General Psychiatry ha confrontato Schema-Focused Therapy e Transference-Focused Psychotherapy nel trattamento del disturbo borderline di personalità, rilevando miglioramenti clinici in entrambi i gruppi e risultati favorevoli alla Schema Therapy su diversi indicatori.
Successivamente, studi e revisioni hanno ampliato l'analisi della Schema Therapy individuale e di gruppo.
È comunque importante evitare una conclusione semplicistica.
Dire che un trattamento possiede evidenze scientifiche non significa che sia automaticamente il trattamento migliore per ogni persona o per ogni condizione.
La valutazione deve considerare diagnosi, gravità, comorbilità, preferenze del paziente, disponibilità di trattamenti specifici e competenze del terapeuta.
Quanto dura una Schema Therapy?
Non esiste una durata unica.
La Schema Therapy è stata sviluppata soprattutto per difficoltà persistenti e può quindi richiedere percorsi di durata significativa.
Esistono tuttavia adattamenti e protocolli differenti.
La durata dipende dagli obiettivi, dalla complessità delle difficoltà, dal numero e dall'intensità degli schemi, dalla presenza di disturbi di personalità e dalla risposta al trattamento.
Il percorso dovrebbe essere periodicamente rivalutato verificando i cambiamenti ottenuti e gli obiettivi ancora presenti.
Come può essere una seduta?
Immaginiamo una persona che racconti:
“Il mio compagno ieri sera non mi ha risposto per due ore. Ho iniziato a pensare che non gli importasse più di me. Gli ho mandato tantissimi messaggi e quando finalmente ha risposto ero così arrabbiata che abbiamo litigato.”
Il lavoro potrebbe iniziare dall'episodio concreto.
Il terapeuta potrebbe esplorare:
Che cosa hai pensato quando non ha risposto?
Che cosa hai provato?
Che cosa temevi sarebbe successo?
Quale parte di te sembrava essere maggiormente attiva?
Potrebbe emergere un forte schema di abbandono.
Dietro la rabbia potrebbe essere riconosciuta una parte vulnerabile che teme di essere lasciata.
L'invio ripetuto dei messaggi potrebbe rappresentare una strategia per ottenere rassicurazione.
La terapia non si fermerebbe però all'etichetta.
Si potrebbe lavorare sull'origine dello schema, utilizzare tecniche esperienziali per entrare in contatto con il bisogno di sicurezza, rafforzare l'Adulto Sano e costruire una risposta differente.
Per esempio:
“Sono molto spaventata perché non sta rispondendo. La mia paura è reale, ma non possiedo ancora informazioni sufficienti per concludere che mi stia abbandonando. Posso aspettare prima di reagire e prendermi cura di questa parte di me che si sente in pericolo.”
Il cambiamento consiste progressivamente nella possibilità di sentire l'attivazione dello schema senza essere obbligati a comportarsi secondo lo schema.
Lo schema non è la persona
Questo è forse uno dei passaggi più importanti della Schema Therapy.
Avere uno schema di abbandono non significa essere una persona dipendente.
Avere uno schema di inadeguatezza non significa essere realmente inadeguati.
Avere un Genitore Punitivo molto forte non significa meritare quelle critiche.
Gli schemi sono modalità attraverso cui abbiamo imparato a interpretare alcune esperienze.
Possono essere molto antichi e profondamente radicati.
Proprio per questo, quando vengono attivati, sembrano descrivere perfettamente la realtà.
Il lavoro terapeutico permette gradualmente di creare una distinzione:
“Questo è ciò che sento. Non necessariamente ciò che sono.”
Dallo schema alla scelta
Uno schema tende a ridurre le possibilità.
Se temo l'abbandono, posso aggrapparmi.
Se temo il rifiuto, posso evitare.
Se mi sento inadeguato, posso nascondermi.
Se credo di dover essere perfetto, posso lavorare fino allo sfinimento.
Se penso che i bisogni degli altri siano sempre più importanti, posso dimenticare i miei.
Il cambiamento terapeutico consiste nell'introdurre uno spazio tra ciò che viene attivato e ciò che scegliamo di fare.
In quello spazio può progressivamente svilupparsi l'Adulto Sano.
Non elimina la vulnerabilità.
Impara a prendersene cura.
Non elimina ogni paura.
Impara a non lasciare che sia sempre la paura a decidere.
Non elimina il bisogno degli altri.
Permette di costruire relazioni nelle quali vicinanza e autonomia possano convivere.
Il mio modo di integrare la Schema Therapy
Nel mio lavoro la psicoterapia psicodinamica rappresenta la cornice principale attraverso cui cerco di comprendere la persona, la sua storia, le relazioni e i significati emotivi della sua esperienza.
Gli strumenti provenienti dalla Schema Therapy possono offrire un ulteriore livello di lavoro.
Il linguaggio degli schemi e dei mode può aiutare a rendere più riconoscibili alcune modalità profonde che tendono a ripetersi.
Le tecniche cognitive possono favorire una lettura più equilibrata delle situazioni.
Gli interventi esperienziali possono permettere di entrare in contatto con emozioni e bisogni che non sempre emergono attraverso il solo ragionamento.
Il lavoro comportamentale può aiutare a portare il cambiamento nella vita quotidiana.
Per me integrare non significa sommare tecniche.
Significa partire dalla comprensione della persona e scegliere gli strumenti che possono essere utili in quel particolare momento del percorso.
A volte è necessario comprendere.
A volte è necessario sperimentare.
A volte è necessario imparare una strategia concreta.
E altre volte è necessario semplicemente riuscire a riconoscere ciò che sta accadendo dentro di noi prima di reagire.
Domande frequenti sulla Schema Therapy
Schema Therapy e terapia cognitivo-comportamentale sono la stessa cosa?
No. La Schema Therapy nasce nell'ambito cognitivo-comportamentale ma integra contributi provenienti da altri modelli e attribuisce particolare importanza ai bisogni emotivi, alla storia personale, alla relazione terapeutica e alle tecniche esperienziali.
Gli schemi nascono sempre nell'infanzia?
Gli schemi precoci vengono generalmente collegati alle esperienze evolutive, ma il loro sviluppo è complesso e può essere influenzato da temperamento, relazioni, ambiente ed esperienze successive.
Tutti abbiamo degli schemi?
Il modello considera gli schemi lungo un continuum. Avere determinate convinzioni o sensibilità non significa necessariamente presentare uno schema clinicamente problematico.
Uno schema può cambiare?
L'obiettivo non è necessariamente cancellare completamente uno schema, ma ridurne l'intensità e soprattutto la capacità di determinare automaticamente emozioni e comportamenti.
Che cosa sono i mode?
Sono stati emotivi e modalità di funzionamento che possono diventare predominanti in determinati momenti. Possono comprendere parti vulnerabili, critiche, protettive o maggiormente equilibrate.
Che cos'è l'Adulto Sano?
È la modalità capace di riconoscere emozioni e bisogni, prendersi cura della propria vulnerabilità, rispettare i bisogni degli altri, stabilire confini e prendere decisioni più funzionali.
Che cos'è il limited reparenting?
È una modalità relazionale attraverso cui il terapeuta cerca di rispondere, entro precisi confini professionali, ad alcuni bisogni emotivi che emergono nel percorso. Non significa assumere realmente il ruolo di genitore.
L'Imagery Rescripting cambia i ricordi?
No. Non mira a modificare la realtà storica dell'evento, ma a lavorare sul significato emotivo dell'esperienza e sui bisogni associati.
La Schema Therapy può essere utilizzata per le difficoltà relazionali?
Sì. Il modello presta particolare attenzione agli schemi e alle strategie che possono ripetersi nelle relazioni.
È utile soltanto nei disturbi di personalità?
No. È stata applicata anche ad altre difficoltà psicologiche, anche se la quantità e la qualità delle evidenze scientifiche variano a seconda della condizione.
Comprendere ciò che si ripete per poter scegliere diversamente
Uno degli aspetti più dolorosi di alcuni schemi è la sensazione che la propria storia continui a ripetersi.
Cambiano le persone, cambiano le situazioni, cambiano gli anni, ma alcune emozioni sembrano sempre le stesse.
Ci sentiamo nuovamente abbandonati.
Nuovamente inadeguati.
Nuovamente responsabili di tutti.
Nuovamente incapaci di dire di no.
Nuovamente costretti a dimostrare qualcosa.
La Schema Therapy offre un modo per osservare queste ripetizioni senza ridurre la persona al proprio problema.
Uno schema racconta qualcosa della nostra storia, ma non stabilisce necessariamente ciò che dovrà accadere nel nostro futuro.
Comprendere come si è formato, riconoscere quando si attiva, entrare in contatto con il bisogno che porta con sé e imparare progressivamente a rispondere in modo diverso può aprire nuove possibilità.
Il passato non può essere riscritto.
Può però cambiare il modo in cui continua a vivere nel presente.
E, soprattutto, può cambiare ciò che scegliamo di fare quando una vecchia ferita torna a farsi sentire.