Stress e overthinking: quando pensare troppo ci allontana dal presente

Ci sono momenti nei quali vorremmo semplicemente riposare, ma la nostra mente sembra avere altri programmi.

Ripensiamo a una conversazione, immaginiamo ciò che potrebbe accadere domani, cerchiamo di prevedere problemi che non si sono ancora presentati.

A volte crediamo che, continuando a pensare, riusciremo finalmente a trovare una soluzione.

Eppure possiamo accorgerci che più cerchiamo di controllare ogni possibilità, più ci sentiamo stanchi e confusi.

Che cos'è l'overthinking?

Il termine overthinking viene comunemente utilizzato per descrivere la tendenza a pensare in modo eccessivo e ripetitivo.

Può manifestarsi attraverso il rimuginio, spesso orientato a possibili difficoltà future, oppure attraverso la ruminazione, più frequentemente collegata a esperienze passate e stati emotivi negativi.

Non è una diagnosi clinica autonoma.

È una modalità di pensiero che può presentarsi in condizioni differenti, comprese situazioni di stress, ansia e difficoltà emotiva.

Quando il pensiero smette di aiutarci

Pensare è una risorsa fondamentale.

Ci permette di comprendere, pianificare, prendere decisioni e affrontare i problemi.

Ma non tutti i pensieri producono maggiore chiarezza.

A volte continuiamo a ripercorrere le stesse domande senza arrivare a una conclusione.

«E se avessi sbagliato?»

«E se succedesse qualcosa?»

«Come posso essere sicuro di fare la scelta giusta?»

In queste situazioni il pensiero può diventare un tentativo di ottenere una certezza che, nella vita, non sempre è possibile raggiungere.

Il bisogno di controllo

Per alcune persone, pensare continuamente può rappresentare un modo per sentirsi preparate e ridurre l'incertezza.

Altre possono utilizzare l'analisi razionale per prendere distanza da emozioni difficili da riconoscere o tollerare.

Sono possibilità da esplorare, non spiegazioni valide indistintamente per tutti.

A volte dietro il bisogno di comprendere ogni dettaglio può esserci una difficoltà a lasciare spazio a ciò che non possiamo controllare.

Come sviluppare un rapporto diverso con i pensieri?

Il primo passo non consiste necessariamente nel cercare di svuotare la mente.

Possiamo imparare a osservare i pensieri riconoscendoli per ciò che sono: esperienze mentali, non sempre descrizioni esatte della realtà.

La mindfulness può aiutarci a riportare l'attenzione al momento presente, osservando il corpo, il respiro e l'ambiente circostante.

Attraverso la defusione cognitiva, utilizzata nell'Acceptance and Commitment Therapy, possiamo sperimentare una maggiore distanza dai contenuti mentali.

Per esempio, anziché identificarci completamente con l'affermazione «Non riuscirò a farcela», possiamo riconoscere: «Sto avendo il pensiero che non riuscirò a farcela».

Non è una formula magica.

È un modo per ricordarci che possiamo avere un pensiero senza essere obbligati a seguirlo.

Stress, emozioni e psicoterapia

Quando il sovraccarico mentale diventa persistente, può essere utile comprendere non soltanto come gestire i pensieri, ma anche quale funzione svolgano nella nostra esperienza.

Che cosa accade quando proviamo a fermarci? Quali emozioni emergono? Quali aspettative sentiamo di dover soddisfare?

La psicoterapia può aiutare a esplorare queste domande e a sviluppare strategie più flessibili per affrontare lo stress.

Nel mio lavoro integro la comprensione psicodinamica con strumenti orientati alla consapevolezza e alla regolazione emotiva, quando appropriati.

L'obiettivo non è smettere di pensare.

È recuperare la possibilità di scegliere quando il pensiero ci è utile e quando possiamo concederci di tornare a vivere il presente.

Ricevo nel mio studio di psicologia e psicoterapia a Carovigno, in provincia di Brindisi, e online quando la modalità è appropriata.

Dott. Eugenio Uggenti – Psicologo e Psicoterapeuta

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